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Dopo il Covid 19: prospettive e futuro del cleaning professionale
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Dopo il Covid 19: prospettive e futuro del cleaning professionale

La fase 2 porta numerose incognite, fra prospettive di mercato e nuove sfide, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Ne parliamo con Riccardo Trionfera, direttore commerciale di Tork

di Maurizio Pedrini

In questo momento particolarmente difficile, che ci guida fuori dalla fase più complessa della pandemia, che è comunque ricco di difficoltà e incognite riguardo al futuro, si avverte più di prima l’esigenza di una corretta igienizzazione. Il settore del cleaning professionale è quindi chiamato a recitare un ruolo da protagonista, perché mai come oggi si è parlato di igiene e pulizia.

Chiediamo a Riccardo Trionfera, Commercial Director Professional Hygiene di Tork, marchio globale di Essity, di fare una panoramica del settore, come questo difficile periodo è stato affrontato, e con quali criticità e problematiche le aziende si sono trovate a dover fare i conti: 

“Il periodo appena trascorso è stato sicuramente delicato e difficile per il nostro comparto. Noi in particolare lavoriamo nel settore del fuori casa, e in un periodo in cui la gente non aveva la possibilità di uscire, abbiamo dovuto affrontare una nuova realtà. Ora, con la ripresa dei contatti sociali, ci troviamo a fare i conti con dei nuovi standard igienici. É stato più volte sottolineato dai media e dalle istituzioni come la corretta igiene delle mani sia fondamentale, aspetto sul quale noi operatori del settore poniamo l’attenzione da sempre, ma la cittadinanza solo ora sta capendo quanto questo atto sia importante. Questa nuova consapevolezza può creare delle opportunità, dato che c’è ancora molto da fare per elevare gli standard igienici di moltissime realtà. In passato, infatti,  il settore dell’Horeca ad esempio ha prestato poca attenzione alle operazioni di pulizia, scendendo spesso a compromessi. Ora tutto questo cambierà, soprattutto dal punto di vista della richiesta di pulizia del cliente, e si creeranno certamente nuovi scenari nel mercato dell’igiene”.

Nel nostro paese spesso le pulizie dei luoghi pubblici sono state oggetto di tagli e risparmi  ed è mancata una formazione volta ad accrescere la sensibilità dell’utenza. Da questo punto di vista, bisogna senza dubbio crescere.

 “Quante volte ci è capitato di entrare in un locale pubblico e non trovare il sapone o le salviette per le mani? Questi aspetti sono stati in passato sicuramente trascurati. Le disposizioni dell’OMS e dell’ISS pongono grande attenzione sul lavaggio delle mani, raccomandando di usare un buon sapone e in seguito asciugarsi con una salvietta monouso, perché l’azione meccanica della salvietta rimuove i batteri residui che non sono stati eliminati con il sapone. Non dobbiamo più accettare compromessi, la presenza di un sapone di buona qualità e di  salviette monouso  nei bagni è di fondamentale importanza”. 

La pandemia ha posto nuove sfide al settore, sia in termini di qualità che di quantità dei prodotti, e le aziende devono far fronte ad una accresciuta domanda di prodotti per la pulizia, e a nuovi bisogni emergenti per quanto riguarda l’igiene.

“Noi di Tork non ci siamo mai fermati, le nostre fabbriche hanno continuato a lavorare e produrre per tutto il periodo del lockdown. Abbiamo avuto delle situazioni di criticità per quanto riguarda le materie prime, specialmente quelle del comparto dei prodotti igienizzanti, perché il mercato non era pronto ad affrontare un simile aumento della domanda. Noi ad esempio abbiamo  raddoppiato la produzione di prodotti igienizzanti, e nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo immesso sul mercato la stessa quantità di prodotti immessa in tutti i dodici mesi dell’anno precedente. Ma il problema da affrontare è stato lo scarseggiare delle materie prime, come l’etanolo. Abbiamo anche avuto problemi nel reperire componenti come bottiglie e pompette per contenere i prodotti: due dei maggiori produttori di contenitori in plastica, per quanto riguarda il nostro comparto, sono Cina e Italia, e in questi due paesi, per un certo periodo, la produzione si è fermata. Ci stiamo organizzando, e nei prossimi mesi saremo in grado di offrire sul mercato nuove soluzioni, ma oggi la domanda è elevatissima, e questo desta preoccupazione per quanto riguarda la reperibilità dei materiali. Durante questa fase, comunque,dal punto di vista istituzionale ci siamo sentiti appoggiati: il settore è stato aiutato, tramite l’adozione di procedure accelerate per la registrazione dei prodotti igienizzanti. Solitamente, per registrare un prodotto, occorre intraprendere un iter burocratico molto lungo, che va dagli otto mesi all’anno e mezzo. Oggi, per contrastare l’emergenza, è possibile completare il processo  in  2 – 4 settimane. É però necessario che le istituzioni facciano chiarezza, una volta terminato questo periodo complesso, riguardo ai prodotti: oggi la maggior parte dei prodotti igienizzanti che troviamo sul mercato sono classificati come prodotti cosmetici: il che significa che non hanno dovuto superare alcun test di efficacia e quindi non danno garanzie al consumatore di avere effettivamente le mani igienizzate. É comprensibile che in questa fase emergenziale si tenda a chiudere un occhio, ma in seguito, quando la situazione si sarà stabilizzata, sarà necessario stabilire delle regole chiare”.

Sicuramente delle regole riguardo alla commercializzazione di questi prodotti sono fondamentali, essendo forte la sensazione che sui prodotti igienizzanti e anche su dispositivi come le mascherine ci sia stata una manovra speculativa. I prezzi sono aumentati, e sul mercato si è creata una condizione di malessere. Questa condizione poteva essere evitata, o è evitabile in futuro, dovesse ripresentarsi l’emergenza? 

É importante, anche in questo caso, fare formazione, per sfatare luoghi comuni e falsi miti: l’igienizzante non è l’unica soluzione. Bisogna tornare al corretto lavaggio delle mani, perché la cultura dell’igiene in questi ultimi anni è venuta a mancare e molti aspetti legati alla pulizia sono stati sottovalutati, sia a scuola che in famiglia. Una corretta igiene delle mani si fa anzitutto lavandole e asciugandole correttamente.L’igienizzante è un prodotto utile laddove non ci sia la possibilità di usare acqua e sapone, ma esso non sostituisce il lavaggio delle mani. Essity tiene molto ad una corretta formazione in questo ambito, siamo anche stati premiati a Interclean grazie al nostro progetto di realtà virtuale, un’applicazione che insegna all’operatore le procedure necessarie al corretto lavaggio delle mani”.

Dopo una difficile fase 1, c’è ora la sensazione di essere finalmente usciti dal tunnel, e si aprono prospettive di sviluppo che prima non erano pensabili. Proviamo a ipotizzare le prospettive delle aziende del settore nel prossimo anno.

“Questa situazione ha portato a tutti una grossa perdita di business: le aziende del fuori casa, come la nostra, hanno subito un fermo durato per tutto il mese di aprile, mentre c’è stata una lieve ripresa a maggio, ma siamo a livelli enormemente inferiori rispetto ai nostri trend storici. La prima necessità degli operatori del settore è recuperare dal punto di vista dei ricavi: per questo, abbiamo modificato il nostro sistema di comunicazione, adeguando il nostro sito web a questa nuova realtà, in modo da sostenere la nostra rete distributiva. Dobbiamo concentrarci sui nuovi standard di igiene che caratterizzeranno il presente e il futuro, e per farlo abbiamo sviluppato degli  strumenti, a disposizione dei nostri distributori  e clienti  finali, che spiegano quali sono le corrette norme igieniche a seconda dei differenti segmenti di mercato: come si igienizzano i bagni, i tavoli, le cucine, gli spazi comuni e i piani di lavoro. Questo porterà a nuove opportunità, perché anche qui, in passato, sono stati fatti compromessi. Ad esempio, capita spesso di vedere pratiche assolutamente anti igieniche, come il lasciare le bobine di carta sul bancone o su altre superfici adibite alla lavorazione, cattiva abitudine che porta alla loro contaminazione. Abitudini come questa non sono più accettabili: bisogna lavorare con dei sistemi di dispensazione che consentano di avere le bobine di carta chiuse e protette, al riparo da contaminazioni esterne”.

Un tema centrale per quanto riguarda il cleaning del presente e del futuro è quello della sostenibilità, che l’emergenza non deve far passare in secondo piano.

“Da sempre, Tork è molto attenta alla realizzazione di un cleaning sostenibile, tutti i nostri sistemi sono progettati in modo da non creare sprechi. Realizziamo i nostri dispenser in modo che siano robusti e duraturi, e in modo che eroghino solo la quantità necessaria di prodotto. Oltre a questo, stiamo investendo moltissimo nelle nuove tecnologie che caratterizzeranno il settore, come la digitalizzazione e il 4.0, concetti che cambiano il modo stesso di concepire l’azienda. Nel 2019 abbiamo invitato i distributori a visitare il nostro nuovo stabilimento ad Altopascio, dove produciamo tovaglioli per tutta Europa. Questo stabilimento sfrutta tutte le nuove tecnologie: macchine robotizzate, movimentazione merci, pallettizzazione, tutte tecnologie che consentono di contenere i costi e anche di lavorare seguendo standard igienici elevati. Da tempo investiamo sulla digitalizzazione dei nostri servizi: abbiamo lanciato un servizio chiamato Easycube, che consente di collegare ad internet i dispenser, e permette agli operatori di avere informazioni  in tempo reale ad esempio sul numero di visitatori entrati in bagno,  o sul livello di ricarica dei dispenser, permettendo di effettuare le operazioni di pulizia in maniera mirata. Oggi questo è molto importante per un’azienda,  perché consente di lavorare sulle esigenze evitando sprechi e garantendo gli standard igienici, perchè una pulizia basata esclusivamente sulla routine non dà sufficienti garanzie. Il mio augurio finale è che l’esperienza di questa pandemia ci insegni a non accettare più i compromessi del passato, pretendendo nuovi standard igienici e più elevati livelli di servizio. Sarà d’ora in poi fondamentale garantire l’efficacia e la qualità dei prodotti deputati all’igiene. Questo virus si trasmette per via aerea, ad esempio tramite il respiro e gli starnuti: pertanto non dobbiamo più accettare asciugamani ad aria che rischiano di spandere per l’ambiente particelle d’acqua mista a germi. Noi di Tork faremo la nostra parte, facendo formazione e contribuendo a creare cultura dell’igiene perchè questa è la nostra mission, e continueremo a impegnarci su questo fronte”.

 

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