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Quando il Virus e le Blattelle decidono di coabitare
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Quando il Virus e le Blattelle decidono di coabitare

Ci troviamo nella cucina di un ristorante annesso a un piccolo albergo delle Prealpi Lombarde che si appresta a riaprire

Le disposizioni che vincoleranno la riapertura lasciano parecchie perplessità al gestore dell’albergo, piuttosto dubbioso sul come i clienti le accetteranno. Il clima non è dei migliori, sola nota positiva è che a disposizione c’è un ampio spazio all’aperto. Ma al di là dei comprensibili malumori c’è la necessità di recuperare la funzionalità dei locali. Il tecnico disinfestatore è solo e si prepara alla sanificazione bardandosi come un astronauta. A metà della vestizione viene raggiunto dal titolare che, sconsolato, dice che la cucina è infestata da blattelle, che dovrebbe essere oltre che sanificata anche pulita, ma la signora che abitualmente si dedica a questa mansione ha paura del virus. Ogni rassicurazione sul fatto che il locale è restato vuoto per giorni e giorni è inutile.

Per cui eccomi interpellata via telefono con ampia documentazione video (in tempo reale).

Risorse tecniche

Pompa professionale in acciaio inox a carica manuale da 10 I con prolunga a spirale, un atomizzatore a motore spalleggiato con tromboncino di erogazione a basso volume, un nebulizzatore elettrico e un paio di piccoli spruzzatori manuali (si tratta di spruzzette professionali). Prodotti insetticidi vari fra cui dei micro-incapsulati e micro-emulsioni in base acqua, concentrati e pronti all’uso, bombole a beccuccio e una pistola erogatrice per gel e relativi formulati.

Disinfettanti: quaternari ad attività virucida dichiarata in etichetta, perossido di idrogeno al 3% (10 volumi), una mezza confezione da 5 I di un clororganico per pavimenti più un sapone liquido disinfettante.

Aspetti psicologici

Va detto, come afferma la scuola francese, che oltre ai vari tipi di lotta più o meno certificati c’è anche la “lotta psicologica” e nel nostro caso si è concretizzata in tutta la sua magnificenza. Il gestore vuole rassicurare la signora che divulgherà la cosa al resto del personale e anche i cittadini del paesino che dalle finestre stanno osservando le tre persone che, con mascherina, si sbracciano a distanza di sicurezza.

La decisione è di fare bene, fare scena, senza badare a spese ma senza esagerare.

Atto primo

Viene utilizzato l’atomizzatore caricato con una soluzione allo 0,5% di quaternario (un ottimo Quat con i giusti radicali) e… pronti via. Il tecnico entra bardato come un esploratore spaziale con maschera facciale e super filtro e atomizza tutti gli ambienti, comprese le cantine e la veranda vetrata. Ciò fatto esce e recupera il poco formulato rimasto risciacquando anche il serbatoio. Verrà utilizzato nella pompa a spalle con i giusti rabbocchi.

Atto secondo

Il disinfestatore entra con la pompa a spalla caricata con un prodotto abbattente e una bomboletta ed effettua una deblattizzazione capillare impianti elettrici compresi. Uscendo, arieggia i locali.

Atto terzo

È passato il tempo canonico affinché il disinfettante svolga la sua azione per cui la signora, che intanto si era vestita con camice e guanti (non si capacita di doverne indossare due paia uno sopra l’altro), maschera, occhiali e soprascarpe monouso, entra e fa le pulizie usando per i pavimenti il PMC a base di clororganico e per ripassare le superfici di lavoro dell’alcool denaturato al 70%. Anche in questo caso costei esprime il dubbio che lo si faccia per risparmiare.

Atto quarto 

II titolare vuole far capire che sta facendo tutto il possibile e di più! Per cui vuole che si disinfettino anche il prato e le siepi. Il tecnico si rifiuta teme che il disinfettante sia fitotossico per cui si opta per un insetticida antizanzara (che autorizzato anche per il verde pubblico, è una scelta dell’ufficio acquisti aziendale, di cui è responsabile il figlio del proprietario dell’azienda di disinfestazione, giovane perito agrario). Detto fatto si prepara l’atomizzatore e in 20 minuti tutto è fatto. La percentuale dell’insetticida è quella più bassa e nella distribuzione si passa via veloci. Comunque, l’effetto scenografico c’è stato… e qualche zanzara sarà pur morta.

Atto quinto

La signora all’interno non ha ancora finito per cui si decide di mettere qualche capsula anti-Iarvale nei tombini, si lava l’atomizzatore il cui serbatoio era stato svuotato per cui lo si ripone nel camioncino.

Atto sesto

Si passano i locali con un nebulizzatore elettrico con una portata di 15 I/h caricato con perossido (acqua ossigenata al 3%) e in poco meno di 20 minuti si disinfettano (sanificano) sia le superfici sia l’aria. La cosa è possibile in quanto sono erogate goccioline di 20 ÷ 50 µm (micrometro= un millesimo di millimetro). 

Atto settimo

Si dovrebbe anche posizionare del gel per scarafaggi, ma ormai si è fatto tardi per cui si decide di rimandare di qualche giorno. Però il titolare del ristorante, nel firmare la bolla di lavoro, insiste che assieme alla fattura sia inviata una certificazione in cui siano ben specificati i lavori svolti e che tali trattamenti siano conformi alle norme di Leggi e Circolari ministeriali in materia di Sars-Cov-2. Per giunta pretende che sia menzionato anche l’intervento della “dottoressa”. 

Cioè il mio!

Questioni in sospeso

A parte il posizionamento del gel da completare il Cliente vorrebbe aggiornare il contratto aggiungendo la “sanificazione” con cadenza bimestrale). Chiede inoltre un parere relativo agli ozonizzatori in confronto alle bombolette disinfettanti a svuotamento totale per le camere dell’albergo che sarebbero gestite dal personale alle camere nel momento in cui il Cliente lascia l’albergo. Mi disimpegno dicendo che per l’ozono gli suggerisco di prendere visione della circolare ministeriale del 22.05.2020 e che lo terrò informato su eventuali aggiornamenti mentre per le bombolette fa fede il testo dell’etichetta coerente con la disinfezione batterica-fungina quindi utili come post sanificazione.

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