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Linea Guida “La cultura del pulito”: SECONDO VOLUME, QUARTO CAPITOLO
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Linea Guida “La cultura del pulito”: SECONDO VOLUME, QUARTO CAPITOLO

Uno strumento di lavoro dedicato alle diverse figure professionali che compongono il mondo del cleumaning realizzato da Mauro Martini, uno dei maggiori esperti del settore

 

 

Capitolo 4: Sporco e rivestimenti

2.3.1 La vivibilità ambientale 

La mancata o non corretta applicazione delle manutenzioni e la pulizia dell’appartamento o l’ambiente di lavoro e lo stesso contesto urbano mette  a rischio la salute delle persone, l’immagine pubblica e privata accelera il degrado delle strutture  che impedisce la loro agevole funzionalità. 

Le attività fisiologiche lavorative le correnti d’aria create dagli agenti atmosferici il movimento dei mezzi di trasporto smuovono elementi dal loro alveo naturale e li depositano sulle superfici e ne alterano il profilo igienico estetico e funzionale.

Il termine sporco sintetizza definisce questo processo e la sua manifestazione che assume una diversa rilevanza in ambienti quali (ospedale, industria agroalimentare, albergo) tali da mettere in pericolo l’attività stessa.

L’insidia più grave proveniente dallo sporco è rappresentata dai batteri: microrganismi che possono essere patogeni (generano malattie).

Una curiosità: provate a immaginare la situazione di panico se i batteri fossero visibili a occhio nudo. Qualcosa di simile avviene quando si rileva nei locali la presenza di blatte oppure di roditori: immediatamente l’ambiente, vedrà condizionata o compromessa la sua vivibilità.

L’analisi del tipo di sporco e gli elementi aggravanti quali la velocità, la quantità, la frequenza e le sue caratteristiche e la stessa provenienza, la sua localizzazione consente all’operatore di individuare il metodo per intervenire, prevenire o ridurre la sua formazione.

L’esame si articola su due fronti: quello esterno, da dove provengono i fumi della zona industriale, la condensa dalle distese d’acqua, la polvere dalle zone agricole, mentre dal contesto urbano proviene dallo smog generato dagli autoveicoli e dagli impianti di riscaldamento. La maggiore consistenza dello sporco proviene dalle aree di attività interne o prospicienti l’ambiente, infatti, l’elemento provocatore è l’attività e in particolare il comportamento umano e il suo rapporto con la cultura del pulito.

La diffusa o mancata Cultura del pulito e più evidente nel contesto cittadino e rappresenta un deterrente per il turismo l’igiene e altro, infatti, dalla definizione sporco deriva la parola “sporcaccioni” che individua quei cittadini che non hanno rispetto per il loro ambiente domestico di lavoro e urbano, considerano gli operatori del settore (non si sa bene da che pulpito o da che origini regali) dei loro personali domestici.

La riprova di quanto affermo, sono i residui evidenti delle feci degli animali l’odore forte dell’urina, la lordura intorno ai cassonetti della nettezza urbana per non parlare dell’uso dei marciapiedi come posacenere, nonostante il  reato : ”lordura del suolo pubblico”è sanzionabile.  

La diffusione della cultura del pulito e della sicurezza unitamente a quella della professione è la vera chiave del rilancio occupazionale, il vero sviluppo civile e morale di un paese.

 

NATURA

SPORCO

STATO

SPORCO

TIPO

POLVERE

TIPO

RESIDUI

TIPO RIFIUTI PROVENIENZA SPORCO
CALCARE MAGRO RECENTEVOLATILE VEGETALI

ACARI

CARTA

ORGANICI CARTACEI

FOGLIAME

AGENTI ATMOSFERICI
GRASSO SEDIMENTI

UMIDI

PESANTE ABRASIVA ALIMENTARI INGOMBRANTI

SPECIALI

LAVORAZIONE INTERNA
COLLOSO RADICATO

INCROSTAZIONI

COLORANTE MACCHIE TOSSICI

NOCIVI

CONTATTO D’USO

2.3.2  Caratteristiche  dello sporco

La natura dello sporco:

Magro calcare proveniente da sali minerali contenuti nell’acqua che lasciano residui biancastri e  che col tempo creano incrostazioni di non facile rimozione.

Grasso che può essere vegetale o animale riscontrabile nei residui di alimenti o quello sintetico derivante da petrolio; lasciano residui e si trasferiscono per contatto mediante condensa.

Colloso riscontrabile in residui provenienti da lavorazioni specifiche; residui che, se incompatibili con la superficie, rappresentano un ostacolo all’intervento di pulizia.

STATO DELLO SPORCO

  • RECENTE Alcuni tipi di sporco, appena formati sono di facile rimozione. 
  • SEDIMENTATO, crea maggiori difficoltà causa l’umidità. 
  • RADICATO solidificato come la vernice, il cemento o altro che possono intaccare il rivestimento.

LA POLVERE

VOLATILE argomento primario nel campo delle pulizie, può essere di diversa natura, ma essenzialmente l’elemento di maggior valutazione per essa è quello relativo alla sua facilità di rimanere in sospensione.

I RESIDUI

I residui provengono dalle varie lavorazioni dei materiali o dalle attività fisiologiche e si manifestano sotto forma di macchie o piccole particelle di varia natura.

I RIFIUTI

Sono un tipo di sporco di grossa pezzatura e di varia provenienza. I più comuni sono classificabili tra gli assimilabili urbani e sono depositati nei cassonetti. Altri, molto ingombranti e solidi, prevedono una procedura per la loro raccolta, mentre i rifiuti speciali e in particolare quelli tossico-nocivi devono essere affidati per lo smaltimento ad aziende autorizzate e specializzate.

CURIOSITÀ

È stato calcolato che se la polvere che circola sopra una città nel corso di un anno cadesse tutta in una volta, formerebbe una soffice coltre alta sette metri che seppellirebbe ogni cosa.

Lo sporco non nasce come elemento negativo, ma diviene tale quando il materiale di cui è composto si riscontra in un ambiente (superficie) non naturale.

2.3.3  Materiali e rivestimenti 

Il materiale con cui si costruisce una struttura abitativa o un manufatto hanno una loro specifica natura la cui caratteristica è la porosità e spesso una loro fragilità che richiede l’applicazione dei rivestimenti sia per il profilo igienico quello estetico e funzionale, infatti, proprio sui rivestimenti che si confrontano le capacità tecniche organizzative delle operazione per la loro pulizia e manutenzione.

 La reazione chimica dei detergenti o l’impatto dell’attrezzo agente come i panni abrasivi possono provocare danni consistenti per cui si dovrà procedere con le dovute cautele (provare prima di estendere il trattamento) nel decidere quale set operativo utilizzare dopo aver analizzato il rapporto sporco e rivestimento.

L’analisi del rivestimento in funzione dell’impatto con l’attrezzo: spugna abrasiva normale, panno, eccetera, deve valutare le caratteristiche della sua consistenza: 

  • DURO (resistente all’abrasione). 
  • MORBIDO, che può facilmente RIGARSI
  • FRIABILE o Fragile, che può essere irrimediabilmente danneggiato.

L’analisi della sua scorrevolezza, infatti, la reazione al tatto del rivestimento può essere: 

  • LISCIO agevola la scorrevolezza.
  • RUVIDO complica la scorrevolezza 
  • SCONNESSO intralcia la scorrevolezza

È rilevante il rapporto del rivestimento con l’acqua e ogni altro liquido: 

  • IMPERMEABILE non consente infiltrazioni
  • POROSO trattiene le particelle liquide 
  • ASSORBENTE lascia infiltrare l’acqua creando situazione a rischio.

  Avvertenza per l’analista valutare la tipologia dei rivestimenti che si trovano adiacenti a dove si svolge l’azione di pulizia che può essere coinvolto per effetto della caduta di un detergente o di un attrezzo o ricevere uno schizzo liquido o subire il colare di un liquido aggressivo; in questo caso l’inserimento di barriere protettive diminuisce il fattore rischio.

Nel campo delle pulizie lo studio dei rivestimenti fa riferimento alla reazione che essi possono avere nel momento d’impatto che dovranno subire quando se ne volesse pulire la superficie con un particolare metodo d’intervento.

I trattamenti superficiali con sigillanti, emulsioni o cere possono essere fatti solo sui pavimenti che presentano assorbimento.

Esempio:

Il pavimento in granito

Si tratta di una pietra naturale che va trattata a parte perché poco porosa ed estremamente dura. Di norma si trova a lastroni rettangolari e spesso è levigata ad acido o a piombo. Non si può applicare cera auto lucidante perché diventa molto scivoloso al passaggio. Non si può applicare la tradizionale cera metallizzata perché non aderisce; l’unica protezione possibile è data dalle nuove metallizzate plastiche o dalle metallizzate plastiche semi lucidabili.

2.3.4 Pavimento e rivestimenti

Nell’ottica delle pulizie il pavimento occupa il primo posto per la sua estensione e per la sua posizione orizzontale che facilita il deposito della polvere e il contatto del camminamento e da sempre è oggetto di ricerca ed esperimenti per trovare nuovi rivestimenti sempre più resistenti all’usura e che facilitino la manutenzione.

Ricerca e scelta dei rivestimenti in relazione alla loro destinazione d’uso e le esigenze di natura igienica estetica o funzionale che ha dato spazio a una grande varietà di rivestimenti di cui riportiamo una sintesi e una breve descrizione.

PIETRA TRAVERTINO MARMO ARDESIA 
AGGLOMERATI IN PIETRA MOSAICO GRANIGLIA VENEZIANA
IMPASTI CERAMICA COTTO GRES  
LEGNO E SIMILI ABETE NOCE TEK .
TERMOPLASTICI LINOLEUM GOMMA PVC
ESTERNI DURI ASFALTO CEMENTO LAVATO PORFIDO
TESSILI, MOQUETTE COTONE JUTA VELLUTO LAVABILE 
METALLI ACCIAIO OTTONE ARGENTO
VITREI VETRO LISCIO VETRO MARTELLATO DECORATO
VERNICI E PELLICOLE A FUOCO A TINTA SMALTI

La moquette

– Moquette bouclé il pelo è a occhiello, piuttosto basso. È un tipo resistente da usarsi nei locali di molto passaggio. Si trova in colore unito o variegato, con sottofondo in schiuma di gomma o in tessuto. La moquette bouclé non mantiene i segni delle impronte.

 – Moquette a pelo raso se il pelo è fitto, con ciuffi ben compatti, è un tipo di moquette su cui le impronte si vedono poco specialmente se è realizzata in fibra poliammidica.

– Moquette frisé è realizzata con filo ritorto, è resistente, un po’ ruvida al tatto, indicata nei locali di passaggio o in ambienti rustici.

– Moquette a pelo lungo vellutata, è adatta a quei locali, dove il passaggio è limitato; rivela qualsiasi impronta.

I pavimenti in mosaico sono composti di piccole tessere colorate, di pietra colorata, di pietra, vetroceramica, affondate in malta fine, che talvolta compongono motivi ornamentali o disegni geometrici. Si trovano più spesso in zone circoscritte. 

I pavimenti in graniglia e alla veneziana sono sostanzialmente pavimenti in calcestruzzo con aggregati multicolori per gli effetti decorativi e la superficie è leggermente ruvida ma estremamente resistente, in questo caso il materiale viene levigato dopo essere stato posato.

2.3.5 Impasti

Il cotto è un materiale naturale fatto solo di terra impastata con acqua e cotta ad alta temperatura; viene prodotto in diversi formati che consentono tantissime composizioni oltre ai normali quadrI rettangoli, si possono scegliere tra gli ottagoni in listelli le rosette i cassettoni eccetera. Il cotto può avere una superficie liscia levigata oppure rustica, grezza di tipo antico.

La ceramica: sotto la definizione di piastrelle di ceramica vengono solitamente accomunati tipi che si differenziano per caratteristiche ben precise. Il materiale comune è l’argilla, ma la mescolanza delle diverse argille e i modi e i tempi di cottura provocano quelle differenze sostanziali che la rendono adatta a impieghi diversi. Secondo le caratteristiche si chiameranno: piastrelle smaltate, cotto, klinker, gres.

Le piastrelle smaltate si chiamano cotto forte o semigres, vengono cotte in due fasi successive, una per il supporto e una per lo smalto; il loro formato più comune è quello rettangolare. Il klinker è il materiale ceramico più resistente a tutto e cioè al gelo agli urti agli acidi e all’abrasione più intensa.

Il klinker si ottiene con la lavorazione di argille ceramiche pure pregiate resistentissime al calore per cui sono sottoposte a una cottura non inferiore a 1200 gradi centigradi. Viene prodotto in formati e colori diversi, può essere smaltato o no con superficie liscia ruvida o zigrinata per scalini. Per le sue caratteristiche il klinker trova un vastissimo impiego, dalla casa sofisticata al pavimento di industrie.

Un altro materiale di grandissima resistenza è il grès porcellanato, che si ottiene con una miscela di materiale argilloso, è assolutamente impermeabile, perché quasi del tutto vetrificato, può essere a tinta unita oppure variegata.

Vetro china: porcellana ad alta resistenza utilizzata per sanitari di prima qualità.

La colorazione del legno è una caratteristica variabile nel tempo, nel senso che la sua esposizione all’aria e alla luce, specialmente per l’azione dei raggi ultravioletti, comporta modificazioni del colore delle pareti cellulari e delle sostanze contenute in conseguenza di azioni chimiche o di altra natura, più o meno complesse ossidazioni.

Pavimento in Parquet che può essere in legno grezzo, per cui avremo una superficie porosa, assorbente, mentre si può trovare un parquet verniciato con flatting che presenta una superficie più impermeabile e liscia. Sono quindi situazioni che impongono tipologie di interventi completamente diversi.

2.3.6 I resilienti

I resilienti sono materiali che non si deformano quando subiscono sollecitazioni, si potrebbero definire materiali elastici. Non facile all’abrasione, di grande durata, i resilienti hanno trovato subito largo impiego nei locali pubblici, negli ospedali e nelle scuole. Possono essere di colore unito, variegati, a disegni che riproducono quelli delle piastrelle di ceramica o di cotto.

Linoleum

Il linoleum è il più conosciuto dei resilienti; nella sua composizione, oltre ad altri componenti, è presente l’olio di lino, che ha la singolare proprietà di rigenerare il prodotto tamponando incisioni e curando ammaccature e deformazioni.

Vinilici

I vinilici hanno una superficie più lucida del linoleum: si possono scegliere sotto forma di piastrelle, a disegni o in colore unito, oppure in teli dai colori brillanti. I vinilici sono considerati materiali di grande igienicità perché le giunture tra un telo e l’altro possono essere saldate, impedendo qualsiasi infiltrazione.

Cushion

Tra i resilienti vanno inseriti i cushion, pavimenti formati da diversi strati che li rendono morbidi e silenziosi. Il loro aspetto varia: imitano la ceramica, il marmo, il legno. Un altro ottimo materiale è la gomma con superficie a bolle, ricercata soprattutto per le pavimentazioni pubbliche.

PVC

Il Policloruro di vinile è un materiale plastico usato anche nell’edilizia e nell’arredamento per il suo basso costo (tapparelle molto resistenti all’invecchiamento, zoccolature, tubi da incassare, condutture elettriche, tubi rigidi per grondaie, piani per tavoli e scrivanie, tessuti spalmati per rivestimenti di poltrone, divani, telai di porte e finestre).

ABS

L’Acrilonitrile – Butadiene – Stirolo è un materiale plastico caratterizzato da una buona resistenza all’acqua, ottima resistenza agli attacchi chimici, basso indice di deformabilità alla temperatura.

Perspex

Materiale elastico trasparente e brillante.

I resilienti più conosciuti sono: il PVC omogeneo, il PVC eterogeneo, il PVC amianto, la gomma, il linoleum.

Per pavimenti di nuova installazione si preferisce l’uso di PVC omogeneo. Il PVC omogeneo si trova soprattutto in piastrelle grandi da cm 60 x 60 o in strisce. Il PVC eterogeneo si presenta molto lucido e in fogli grandi.

La gomma è commercializzata in fogli piuttosto grandi o a quadri e si distingue dal PVC omogeneo per una migliore elasticità e morbidezza; è in vari colori, anche nelle versioni bullonate o rigato. Il nero è il colore più diffuso.

Il linoleum si distingue dalla gomma e dal PVC omogeneo perché, oltre ad avere un aspetto più poroso, è più rigido e presenta nel sottofondo il caratteristico supporto di juta, che servirà a riconoscerlo nei casi dubbi.

La parola “resiliente” sta a indicare un materiale che subisce una sollecitazione e successivamente ritorna alla condizione originaria (elastico).

2.3.7. Rivestimenti murali e verticali

RIVESTIMENTI VERTICALI MODERNI E TRADIZIONALI
Alfatone rivestimento murale
calce  rivestimento murale
Carta da parati rivestimento murale
fibra minerale pannelli per controsoffittature
Ottone targhe e maniglie
cuoio e pelle rivestimento poltrone e oggettistica
Plexiglass rivestimento trasparente
quarzo murale rivestimento murale
Spatolato stikens Rivestimento murale

I metalli

Ora sono 3 i metalli che, nei nuovi progetti di costruzione, vengono impiegati per le esposte, e sono: l’alluminio, l’acciaio inossidabile e il bronzo.

  • ALLUMINIO è circa 3 volte più leggero dell’acciaio, del rame e dell’ottone. Se adeguatamente installato può garantire anni di servizio efficace. A differenza di molti altri metalli, è autosufficiente; ha, infatti, un’alta resistenza interna alla corrosione atmosferica grazie a una pellicola di ossido che si forma naturalmente sulle superfici di metallo esposte all’aria.
  • ACCIAIO inossidabile è resistente alle corrosioni, si macchia e si corrode lentamente ed è facile ridargli il suo aspetto primitivo.
  • BRONZO viene utilizzato per insegne, placche, simboli e marchi e rivestimenti acrilici.

Alcuni dei rivestimenti utilizzati generalmente sui pavimenti possono essere usati per rivestire le parete o parti di esse ad esempio il battiscopa potrebbe essere di ardesia, o marmo o come è in uso porzioni della parete non intonacata lasciano in evidenza il materiale.

 

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