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Monospazzola, mercato italiano fermo per l’effetto lockdown
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Monospazzola, mercato italiano fermo per l’effetto lockdown

Le aziende produttrici, superata la fase dell’emergenza COVID 19, guardano soprattutto all’estero, da dove giungono incoraggianti segnali di ripresa

di Maurizio Pedrini

La monospazzola è senz’altro una macchina (a noi piace chiamarla così, non limitandone la definizione a semplice apparecchiatura) di grande importanza per chi opera nel settore delle pulizie professionali. Certo, molta acqua è passata sotto i ponti da quando, nel lontano 1958, Künzle & Tasin annunciarono la nascita della prima monospazzola professionale italiana, la mitica Golia, che allargava la sua specializzazione trattando superfici dal legno elvetico al marmo italiano. Ci riferiamo a una nicchia produttiva il cui peso specifico in termini di volumi produttivi, fatturato e mercato distributivo è certamente assai più limitato rispetto a quello dei grandi macchinari per le pulizie del settore, deputati al lavaggio meccanico dei pavimenti, ovvero lavasciugapavimenti e spazzatrici. Le monospazzola sono usate, specialmente dalle imprese di pulizia, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria di numerose tipologie di pavimentazioni: parquet, marmo, granito, cemento, resine, pietre naturali, pvc, linoleum, cotto. Non sono molte – in verità – le aziende italiane del comparto professional cleaning che hanno deciso di puntare su questa produzione, investendo in ricerca e sviluppo per creare nuovi modelli capaci di competere sul mercato interno e internazionale. I margini di guadagno sono indubbiamente più limitati, rispetto alle “sorelle maggiori” e la tecnologia meno complessa, ma va detto che le industrie che hanno compiuto tale scelta vi si dedicano con grande impegno e ottimi risultati, tenendo alta la bandiera del Made in Italy, anche rispetto alla sempre agguerrita concorrenza cinese e di altri Paesi asiatici.

Mercato stabile in Italia, in crescita all’estero, nonostante la concorrenza low cost

Il mercato delle monospazzola – dopo anni di leggera ma costante crescita – fino al termine del 2019 (in era pre-COVID), appariva sostanzialmente fermo: gli ultimi dati raccolti nel 2019 nella consueta indagine di mercato da AfidampFAB (Associazione dei Fabbricanti e Distributori Italiani di Macchine, Prodotti e Attrezzi per la Pulizia Professionale e l’Igiene degli ambienti), raccontavano – per quanto riguarda l’Italia – di un calo del fatturato pari al – 13%, del 2018, rispetto al 2017, mentre le vendite erano cresciute soprattutto all’estero. Proprio sui mercati internazionali, la competizione con prodotti di qualità contenuta a basso costo sta lentamente diminuendo: i prezzi delle offerte più aggressive sono attualmente ridotti del 20-30% rispetto alla media europea, rendendo assai più evidenti le differenze in termini di qualità e servizi associati. Il prodotto Made in Italy aggiunge, alla indiscutibile qualità, la possibilità di scegliere, alternativamente all’acquisto, il noleggio tutto compreso, che consente di valutare i vantaggi dell’utilizzo di monospazzola più eleganti raffinate nel design. Sul quadro esistente fino al 2019, già decisamente stagnante sul fronte interno, si è abbattuta l’emergenza COVID 19, che ha messo a dura prova e in grossa difficoltà le nostre industrie produttrici. Ne abbiamo sentite alcune, attraverso la voce dei loro rappresentanti, per fare il punto della situazione, ponendo loro alcune domande. 

Com’è andato, per la vostra azienda, il mercato delle monospazzole nel 2019? Qual era la tendenza in atto prima che scoppiasse l’epidemia da COVID 19? Erano emersi segnali positivi o perdurava una fase di stagnazione. Se sì più all’interno o all’estero? Per l’export, verso quali Paesi? 

“Prima e post Covid19 – risponde Dante Rossetti, responsabile marketing di Lavorwash, industria mantovana leader nel settore della produzione di macchinari per la pulizia che dal 1975 offre gamme di prodotti complete e diversificate sia per utilizzo domestico che professionale -, come famiglia monospazzola, i dati erano sostanzialmente in linea con quelli degli anni precedenti. Sia in Italia sia all’Estero non avevamo registrato segnali di crescita importante”. Per Stefano Bellino, direttore commerciale Italia di Biemmedue, azienda di Chersco, in Piemonte, alle porte della Langhe: “il mercato della monospazzola appare stabile, con decisa contrazione in seguito alla pandemia da COVID. Il nostro export è rivolto principalmente all’Europa continentale e al bacino del Mediterraneo”.

Klindex – afferma l’AD Ercole Bibiano – progetta e costruisce a Monoppello, in provincia di Pescara, macchine per la levigatura, lucidatura, pulizia e il ripristino di qualsiasi pavimento e superficie. Non fabbrichiamo, perciò, la classica monospazzola bensì tecnologie specifiche, grazie alle quali in vent’anni di attività siamo riusciti a  migliorare il lavoro svolto dalle grosse tradizionali levigatrici specialmente per pavimenti in marmo. Per noi, il mercato interno alla fine del 2019 appariva stagnante, mentre quello estero, rivolto soprattutto alla Germania andava decisamente meglio”. “La prima parte del 2019 – afferma Giampaolo Ruffo, AD di TMB, azienda scaligera del Gruppo Comac, al vertice del comparto sia in Italia che all’estero -, per noi è stata molto buona, con un significativo aumento di fatturato, specie nell’export. Le premesse erano assai positive, poi purtroppo vi è stato un repentino rallentamento che ha preceduto il colpo di grazia avvenuto a partire dal febbraio 2020, col diffondersi della pandemia”. Il giudizio di Luca Pedrotti sales & marketing Director presso Ghibli&Wirbel, azienda di Dorno (Pavia), sorta dall’unione delle due eccellenze italiane del cleaning professionale, è preoccupato: “Il mercato della monospazzola è sicuramente stagnante. Il 2019, per noi, è stato in flessione sul 2018. Però va anche precisato che durante il periodo COVID in alcuni Paesi abbiamo registrato una forte crescita, riuscendo ad aggiudicarci delle importanti consegne in gare d’appalto. Invece, per quanto concerne, più in generale, la distribuzione in Italia e all’estero, dobbiamo riconoscere un’inevitabile contrazione dei volumi, dovuta alla chiusura dei nostri tradizionali canali distributivi”. Gli fa eco Giorgio Fraschini, general manager di Künzle & Tasin, storico marchio di Cinisello Balsamo, alla periferia di Milano, che ha legato indissolubilmente il suo nome a quello della monospazzola Made in Italy: “Il nostro 2019 è stato senz’altro positivo e anche il 2020, nonostante il COVID, è andato ben oltre le aspettative. Dunque, possiamo solo essere compiaciuti di tutto ciò, perché non era lecito aspettarsi di più. Ora siamo impegnati nel trasloco presso la nuova sede, che sarà operativa a partire dal prossimo autunno, con nuove linee produttive e grandi ambizioni di crescita, con l’obiettivo di soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti”. “Per noi – precisa Nico Trotta Marketing Manager di Kärcher Italia, maggior produttore mondiale di macchine per la pulizia con sede principale a Winnenden in Germania -, è un mercato abbastanza stabile che nel corso del 2019 non ha subito particolari oscillazioni. Il 2020 ha confermato la tendenza in atto, per noi soddisfacente”.  

Parliamo della difficile situazione che avete dovuto affrontare con l’emergenza COVID e di come vi state muovendo nel post COVID, nella cosiddetta FASE 2. Cos’è cambiato nel vostro modo di produrre e vivere l’azienda. Il mercato si è fermato? 

“Abbiamo provato a seguire la richiesta dei clienti in merito a prodotti per la sanificazione delle superfici – risponde Bellino -, e la cosa ha funzionato. Alla vigilia della pausa estiva si percepisce una pausa generale anche nel mercato, che resta in attesa di idonei incentivi”. “Direi – riprende Trotta – che in generale non vi è stato uno stop netto, com’era presumibile, anzi il comparto sta lavorando bene, in particolare nei prodotti per sanificazione. Questa condizione, di fatto, ha offerto alle aziende del settore, compresa la nostra, la possibilità di ravvivare e presentare anche altre categorie di prodotto”. “La domanda si è completamente fermata – precisa Ruffo – perché durante il lockdown nessuno lavorava, però le nostre aziende e TMB in particolare, non sono rimaste certamente con le mani in mano. Come Gruppo Comac ci siamo impegnati a produrre una nuova gamma di sanificatori e i nostri progettisti hanno messo a punto un nuovo modello di monospazzola dotata di spray con apposita soluzione disinfettante in grado di sanificare la pavimentazione agendo in combinazione con la forza rotante della macchina”. “Il periodo del COVID per la nostra azienda, situata a pochi chilometri di distanza da una delle prime zone rosse individuate e isolate nel nostro Paese, non è stato certo facile – precisa Pedrotti -, ma siamo stati in grado di reagire con grande determinazione, mantenendo la produzione anche in questa importante nicchia e presidiando i mercati internazionali. Alcuni mercati hanno risposto molto bene, come quello del Medio Oriente, con segnali che inducono a un cauto ottimismo. L’Italia langue, soprattutto in riferimento alla distribuzione standard, perché il lockdown ha inciso parecchio. Siamo, però, fiduciosi in quanto, grazie all’organizzazione centralizzata dei nostri magazzini e dei partner, possiamo gestire i picchi di domanda in tempi molto rapidi, facendo fronte alle richieste per nuovi appalti o improvvisi incrementi nella domanda di monospazzola. Inoltre, nell’ottica di mantenere e consolidare i rapporti con la propria Supply Chain, Ghibli Wirbel ha realizzato un sistema di commercio elettronico dedicato ai dealer, con la possibilità di accedere agli esplosi di tutte le macchine, per potere ordinare autonomamente i ricambi necessari”. “Come Lavor – interviene Rossetti –, devo riconoscere che non ci siamo mai fermati, se non pochi giorni in pieno lockdown. In azienda sono stati adottati fin da subito tutti i protocolli e implementati anche oggi. Il mercato ha rallentato ma mai fermato e in questi ultimi mesi stiamo cercando di recuperare questo rallentamento”. 

Veniamo ai nuovi progetti avete intrapreso di recente: quali feed back avete registrato da parte del mercato? 

“Ricordo su tutti la Micro Tor che abbiamo proposto con successo all’ultima edizione della Fiera Pulire – precisa Ruffo – una piccola macchina orbitale per lavorazioni su gradini e in posti angusti. Molta attenzione da parte del mercato aveva  suscitato il lancio della nuova orbitale a doppia velocità, che offre la possibilità di abbinare la facilità d’uso delle orbitali a lavorazioni quali lucidatura e ceratura. In questi anni siamo stati molto attenti all’ergonomia, all’ottimale rapporto qualità prezzo e all’innovazione. Continueremo sicuramente su questa strada, con la massima determinazione, come da sempre ha fatto il Gruppo Comac”. “Anche a causa del COVID 19 – interviene Rossetti -, in questi mesi ci siamo concentrati su sviluppo di prodotti più in linea con le richieste del mercato, in particolare lavasciuga e sprayers per la sanificazione di superfici e ambienti. Vedremo di recuperare e terminare i progetti in corso sulla gamma monospazzole entro fine anno”. “Penso – aggiunge Trotta – alla monospazzola Kärcher BDS 43/150 C Classic: dotata di un eccellente rapporto qualità prezzo è molto versatile per pulire a fondo i pavimenti. Monta un motore potente da 1.500 Watt ed è adatta sia per i pavimenti elastici sia per quelli duri; ha un’ampiezza di lavoro di 430mm ed è ideale per le imprese di pulizia. Il disco trascinatore non necessita di manutenzione perché è composto di ingranaggi in metallo molto resistenti e durevoli, perciò non si affronteranno più i costi di manutenzione per gli ingranaggi a cinghia”. “Non ho in mente un modello in particolare – afferma Pedrotti -, perché l’intera nostra gamma ampia e strutturata, è interamente assai innovativa,  frutto di oltre quarant’anni di esperienza nello sviluppo di questa specifica famiglia di macchine. Altamente professionali, ergonomiche ed equilibrate, le nostre monospazzola sono apprezzate da sempre dal mercato per le loro caratteristiche di robustezza, stabilità e affidabilità”.

 

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