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Linea Guida “La cultura del pulito”: TERZO VOLUME, QUINTO CAPITOLO
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Linea Guida “La cultura del pulito”: TERZO VOLUME, QUINTO CAPITOLO

Uno strumento di lavoro dedicato alle diverse figure professionali che compongono il mondo del cleaning realizzato da Mauro Martini, uno dei maggiori esperti del settore

 

 

Capitolo 5: Operazioni della Linea Ombra

 

3.5.1 La cultura e la Linea Ombra 

La definizione anagrafica Linea ombra è stata coniata non solo per identificare tutte le operazioni che agiscono nel substrato dei rivestimenti o quelle che raggiungono spazi poco accessibili delle superfici e degli arredi ma per sottolineare la necessità che, per raggiungere il livello conforme alle esigenze igieniche estetiche e funzionali di un qualsiasi ambiente occorre aver acquisito la capacità di andare al fondo di un tema o un problema.

Capacità che si riscontra laddove esiste la cultura del pulito che ha come punti cardine le tre culture essenziali: la cultura della professionalità, della sicurezza e dell’ospitalità.

Questi requisiti appartengono all’attività che rappresenta il tassello più importante nell’ambito della prevenzione delle patologie che si trasmettono dal contatto tra individui attraverso, l’uso delle stesse superfici e oggetti, oltre alle patologie che nascono più facilmente in ambienti malsani o erroneamente puliti.

Troppo spesso si dimentica o si trascura a favore di attività più accattivanti che tre sono i fattori indispensabili per vivere più a lungo possibile: l’alimentazione, la pulizia e quando questi due fattori sono trascurati interviene il terzo elemento “la medicina”.

E’ d’obbligo una riflessione sull’importanza della pulizia  nella vita quotidiana,con  la speranza  che il livello di attenzione che si è manifestato nel corso della pandemia si trasformi in un’abitudine .

E’ con questo auspicio che invitiamo  le utenze a cambiare atteggiamento nei confronti della pulizia degli ambienti interni ed esterni ad oggi ritenuta un costo e non un investimento in grado di produrre  ricchezza attraverso mille rivoli e sfumature partendo dall’immagine pubblica e privata ,l’incremento del  turismo la maggiore produttività che si ottiene lavorando in un ambiente ordinato  e gradevole e ottenendo per  riflesso un livello di attenzione e concentrazione maggiore ,così come le imprese nei confronti della  formazione ,l’ addestramento delle   maestranze e dei   loro capi servizio.

 Ed è in quest’ottica che occorre parlare della cultura necessaria per affrontare la linea ombra ancor prima di passare a un’analisi tecnica, infatti, occorre intervenire nel substrato degli errori consolidati, dei preconcetti, da impostazioni ataviche che assegnavano all’agricoltura (il contadino) e alla pulizia (i domestici) un ruolo marginale senza preoccuparsi che gli stessi avessero chiare cognizioni igieniche ma premiando, ironicamente cosi si può dire solo l’atteggiamento servile.

Per una volta voglio lasciarmi  alle spalle le facili sottolineature sull’incoerenza e l’atteggiamento autolesionista nei confronti del pulito reale e guardare al prossimo futuro dove le utenze e le imprese, consapevoli dell’importanza del pulito siedano insieme a un tavolo e si confrontino in presenza di un coordinatore per scoprire con quali strumenti di analisi e progettazione si possono ottenere i risultati conformi alle relative esigenze non perdendo di vista ogni forma di economicità.

  La necessità di eseguire interventi su larga scala per creare degli specialisti è decisamente più importante che stabilire con quale attrezzatura e procedura occorre operare .

Le operazioni che appartengono alla linea ombra sono molteplici ma tutte hanno come denominatore comune la necessità che l’operazione sia condotta da un operaio specializzato che oltre alle capacità tecniche sia portatore della cultura del pulito e sappia che sta esercitando la sua missione e, che il riscontro economico è un fattore consequenziale non il primario.

E’ proprio percorrendo la linea ombra che si evidenzia la deriva determinata dalla politica dell’apparire che ha fatto crescere in modo esponenziale gli usurpatori della considerazione  relegando la competenza ad un ruolo marginale .

3.5.2 Il cantiere della Linea Ombra 

L’impostazione cantieristica che caratterizza la linea ombra si differenzia sostanzialmente dall’attività della pulizia quotidiana o periodica tipica della linea d’uso e della linea luce, infatti, presuppone l’isolamento dell’area e l’assenza delle persone che non siano gli addetti ai lavori, una tempistica ben precisa, condizioni atmosferiche particolari e le migliori condizioni operative tra cui lo sgombero dell’area. 

Alla valutazione delle situazioni ambientali e della forza lavoro disponibile dovranno essere analizzate tutte le fasi operative che influenzeranno le scelte di carattere tecnico:

  • Le operazioni preparatorie
  • Le operazioni dirette sulle superfici
  • Le operazioni in sicurezza
  • Le operazioni conclusive

È necessario evidenziare tutte le situazioni possibili senza trascurare nessun elemento, per valutare e stabilire il metodo di intervento più idoneo.

L’analisi prevede, oltre all’estensione delle superfici, la conformazione del locale, gli ingombri, i fattori a rischio per le persone, i possibili danni alle strutture, gli effetti collaterali dell’attività di pulizia, gli schizzi, la caduta e l’adiacenza di superfici incompatibili.

Devono essere valutati:

  1. La posizione gestuale che l’operaio assume: elevata, flessa, genuflessa.
  2. I percorsi da effettuare all’interno del locale e nell’area.
  3. Le condizioni operative
  4. La disponibilità dei supporti operativi

Occorre poi verificare le precedenze operative in relazione alla conformità del risultato igienico, estetico e funzionale. 

Occorre individuare i periodi migliori per i trattamenti, sia per le condizioni climatiche sia per le situazioni ambientali operative inoltre prima di procedere è necessario sperimentare la tecnica prescelta su una porzione della superficie e sottoporre il risultato all’utente per evitare possibili contestazioni. 

3.5.3 Check list operare in sicurezza 

  • In relazione alla norma CEE, il personale è stato informato dei rischi provenienti dall’ambiente di lavoro e da quelli inerenti all’azione di pulizia?
  • Esiste una procedura comportamentale in caso di situazioni d’emergenza? Se sì, quale?
  • I detergenti e le macchine sono corredati da schede tecniche di sicurezza a norme CEE?
  • In relazione ai fattori aggressivi presenti nell’ambiente o derivanti dall’attività di pulizia, quali saranno le protezioni in dotazione agli operatori?
  • Quali sono i rischi insiti nell’ambiente di lavoro che possono coinvolgere direttamente gli operatori di pulizia?
  • Quali sono i rischi che derivano direttamente dall’attività svolta nell’ambiente di lavoro?
  • È presente nell’ambiente di lavoro un supporto segnaletico che indichi eventuali rischi o pericoli?
  • È stato nominato il responsabile di sicurezza?
  • Esistono nell’ambiente di lavoro particolari strutture soggette a possibili danni derivanti dall’azione di pulizia? Se sì, quali?
  • È stato redatto un manuale di comportamento per la prevenzione degli infortuni?
  • Quali avvertenze comportamentali sono insite nell’ambiente di lavoro? E quale richieste direttamente dall’utente?
  • È presente un manuale di pronto soccorso e una cassetta di pronto intervento?

3.5.4 Fasi preparatorie e conclusive

Come accade in ogni attività strettamente legata a situazioni continuamente diverse, non è possibile fissare in modo categorico, se non in linea generale le tecniche d’intervento da adottare e quindi, è importante saper analizzare l’ambiente e realizzare il quadro della situazione:

  • Il tipo di sporco e la sua consistenza
  • L’eventuale incompatibilità dei materiali adiacenti
  • Quali sono le esigenze prioritarie (se di tipo igienico, estetico o funzionale.)

Nel frattempo, in relazione alle esigenze dell’ambiente e dell’attività interna, si stabilirà se l’intervento debba esaurirsi in un’unica soluzione o in un periodo più ampio, quali operazioni possono migliorare le condizioni operative e, in che modo, quali protezioni l’operatore debba indossare per eseguire i vari interventi, quali ripari siano necessari per proteggere le superfici e la valutazione dei possibili imprevisti che possono insorgere nel corso delle operazioni per predisporre soluzioni d’emergenza dal punto di vista sia dell’intervento sia della sicurezza.

Sia la fase preparatoria, sia quella conclusiva assorbono una grande parte del tempo dell’intera operazione e possono condizionare fortemente la qualità del trattamento . 

Le domande che dovranno essere poste faranno riferimento:

  • Alle condizioni operative nel suo complesso 
  • All’orario e al tempo a disposizione
  • Alle condizioni atmosferiche ideali
  • Alla ripercussione a causa  degli odori e i rumori
  • Alla concomitanza con altre attività manutentive
  • Alla possibilità dello sgombero dei locali 

La valutazione delle risposte orienterà la scelta dei detergenti, delle attrezzature, delle macchine e di quant’altro occorra per eseguire le operazioni:

  • Preparare il set operativo
  • Trasportare i materiali e trasferire gli operatori sul posto di lavoro
  • Predisporre le protezioni per gli operatori e isolare le superfici che possono essere danneggiate

Al termine degli interventi procedere al:

  • Riassetto del locale
  • Controllo della conformità del risultato
  • Trasporto dei rifiuti al punto di raccolta (nel rispetto delle procedure)
  • Lavaggio dei materiali d’uso
  • Manutenzione degli attrezzi e dei macchinari
  • Protezione del lavoro svolto per il tempo necessario alla sua consegna.  

Le azioni conclusive, rispondendo a domande quali:

  • Esistono procedure particolari per lo smaltimento dei rifiuti?
  • In quali condizioni deve trovarsi l’ambiente al momento del suo utilizzo?
  • Quali sono i controlli che hanno priorità su altri?

Ognuna di queste operazioni richiede tecniche d’intervento che possono migliorare la qualità del lavoro In generale, tecniche la cui scelta dipende dalle condizioni operative in cui si svolgono, dalla qualità degli operatori alla disponibilità delle risorse a disposizione. Operando all’interno di un ambiente con un gruppo di persone, un’eventuale disorganizzazione in tal senso può mettere a repentaglio il lavoro svolto per gli specifici interventi di pulizia.

Alcuni trattamenti che interessano interventi specialistici sono consistenti perché per le loro caratteristiche devono essere realizzati nello spazio di tempo in cui l’attività primaria è ferma.

 

ALLA FINE DEL TURNO DI LAVORO OGNI LAVORATORE DEVE:
Lavare e stendere ad asciugare panni, garze e tessuti
Pulire i ripiani del carrello di servizio e la sua intelaiatura, sciacquare i secchielli e i vari attrezzi
Svuotare e sciacquare i serbatoi delle macchine usate, controllare il sacco filtro dell’aspirapolvere e/o del battitappeto

Togliere e sciacquare gli accessori di lavaggio della lavasciuga e monospazzola

Pulire l’esterno delle macchine e i cavi elettrici

3.5.5 Interventi specialistici

Lavaggio a fondo di pavimenti in legno non vetrificato

Si sconsiglia il lavaggio del legno con abbondanza d’acqua, per evitare infiltrazioni che, stagnando, formerebbero umidità e rischierebbero di sollevare listelli di legno. Per l’intervento di lavaggio di fondo del pavimento è necessario utilizzare una monospazzola e un aspiraliquidi, per impedire che l’acqua penetri nel parquet; si possono così ottenere risultati soddisfacenti senza creare danni alla superficie (è opportuno far eseguire l’intervento da due persone).

È consigliabile utilizzare un prodotto che contenga una percentuale di solvente, ed è preferibile altresì non sciacquare, ma spruzzare il pavimento con acqua che sarà immediatamente aspirata.

Lavaggio a fondo di pavimenti sporchi di grasso di origine animale alimentare

Per questo tipo di sporco si utilizzano detergenti alcalini o fortemente alcalini, che consentono di abbinare all’azione dei tensioattivi l’effetto saponificante della soda. Si può lavorare sia con la monospazzola sia a mano.

Pulizia pavimenti in moquette, tappeti con metodo a estrazione

La procedura prevede:

  • Riempire il serbatoio con detergente diluito in modo adeguato
  • Aggiungere l’antischiuma nel tubo d’immissione o direttamente nel serbatoio di recupero
  • Spingere il sistema aspirante in avanti per la lunghezza del flessibile, mantenendo la macchina dietro l’operatore
  • Tirare all’indietro il sistema aspirante, se si versa la soluzione sul tappeto, sovrapporre ogni passata

Deceratura a secco di pavimento

Utilizzando una macchina da 200-300 giri si spruzza il decerante a secco e si passa la macchina munita del disco più abrasivo (si consiglia di aerare il locale durante l’operazione). Dopo avere utilizzato la soluzione decerante sulla totalità della superficie, è necessario sciacquare abbondantemente.

Lavaggio a fondo di pavimenti dopo lavori di muratura o pitturazione

È necessario distinguere l’origine dello sporco (cemento, calce, pittura ecc.) al fine di scegliere il prodotto più idoneo (in questo caso una soluzione a base acida). È preferibile effettuare il lavaggio di fondo utilizzando una soluzione diluita, fare molta attenzione ai pavimenti (marmo, graniglia, ecc.) nuovi o lucidati a piombo, in quanto il rischio è quello di eliminare il lucido: si dovrà procedere molto più lentamente per non rischiare di rovinarli.

3.5.6 Operazioni e tracciato della Linea Ombra

Il tracciato della linea d’ombra percorre quelle superfici sospese (soffitto, sottopiani) e quelle cosiddette protette perché combaciano con le altre (le pareti dietro un quadro) e per i pavimenti prevede trattamenti più a fondo oppure la pulizia generale di un locale. Le tecniche di intervento assumono una maggiore complessità, in particolare per la fase preparatoria: sgombero, spostamenti e protezione arredi, protezioni degli operatori a causa della maggiore aggressività dei prodotti oppure uso di maggiori attrezzature. La pulizia del soffitto, il lavaggio della moquette, la pulizia dei sottopiani sono operazioni che richiedono la totale disponibilità del locale per un periodo ben definito, infatti, subentrano aspetti quali i tempi di asciugatura, la necessità dei ritocchi, il riassetto totale del locale.

Alcuni trattamenti che interessano la linea d’ombra sono consistenti perché per le loro caratteristiche devono essere realizzati nello spazio di tempo in cui l’attività primaria è ferma.

Esempi di trattamenti:

  • Smontaggio, pulizia e montaggio dei punti luce
  • Lavaggio a fondo delle griglie di aspirazione/aerazione
  • Disincrostazione di frangi getto ed eventuale uso di prodotti anticalcare
  • Lavaggio termoconvettore mobiletti di condizionamento, bocchette di aerazione
  • Deceratura e inceratura di tutti i pavimenti in PVC o gomma
  • Spolveratura degli apparecchi d’illuminazione

 

ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE RELATIVO A: INTERVENTI STRAORDINARI
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI:_____________________________________________________________

RESPONSABILE DEL CANTIERE:_______________________________________________________________

DATA INIZIO LAVORI:__________________________ DATA FINE LAVORI:______________________________

MODALITÀ DI ACCESSO:______________________________________________________________________

SPAZIO RISERVATO A SPOGLIATOIO E DEPOSITO ATTREZZI:_______________________________________

CONDIZIONI ATMOSFERICHE OTTIMALI:___________ CONDIZIONI ATMOSFERICHE NEGATIVE:__________

CONDIZIONI OPERATIVE AMBIENTALI:__________________________________________________________

 

FASE PREPARATORIA AZIONE FASE DI CHIUSURA
Nota di carico materiali

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Descrizione tecniche d’intervento

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Ordine cronologico fasi operative

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Manutenzione del set operativo

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Utensili

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Avvertenze comportamentali

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Riassetto dell’area cantiere

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Attrezzi di avvicinamento

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Avvertenze sulla sicurezza

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Riconsegna dello spazio

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Macchinari

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Precedenze operative

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Firma collaudo

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Protezioni operatori

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Protezioni strutture

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