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Disinfestazioni a basso impatto ambientale e marketing tecnico-divulgativo
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Disinfestazioni a basso impatto ambientale e marketing tecnico-divulgativo

Una notizia che mi ha colpito è stata la reintroduzione in Francia di alcuni fitofarmaci motivata dalla necessità di potenziare la lotta antiparassitaria nella bieticoltura in crisi. Una cosa è certa: gli apicoltori hanno di che preoccuparsi. Ognuno di noi potrà fare le sue considerazioni più o meno emozionali o razionali. La domanda più pertinente, a parer mio è: “la reintroduzione di tali formulati era rigorosamente necessaria?”. Sia come sia i bieticoltori francesi li utilizzeranno, ne deriva che per minimizzare gli effetti collaterali i protocolli operativi, conditio sine qua non, dovranno essere realizzati con assoluto rigore: nel modo più mirato possibile, limitando le pericolose derive e intervenendo al momento giusto.

Prime considerazioni

Tornando nel nostro settore la disinfestazione a basso impatto ambientale deve in ogni caso garantire i risultati. Dovremmo quindi ipotizzare uno o più percorsi che ci conducano all’obiettivo. A livello metodologico il prerequisito è stabilire il grado di necessità (fase di monitoraggio), poi realizzare un progetto che eradichi o minimizzi l’infestazione e coerentemente intervenire (fase operativa) e successivamente misurare i risultati (fase di controllo). Tutto ciò è semplice solo in fase di enunciazione perché fatto salvo gli aspetti tecnici, che esamineremo più avanti, resta da risolvere il lato economico/commerciale a cui dedicherò un breve commento nella conclusione di questo articolo con il titolo di marketing tecnico-divulgativo.

Aspetti tecnici: i formulati

Una volta determinato il o i parassiti, dandone per nota sia la biologia sia l’etologia, va da sé che i criteri di scelta devono privilegiare i principi attivi e relative formulazioni a basso impatto ambientale e tossicologico il più rassicurante possibile. Ad esempio, le esche in gel sono uno strumento di rara efficacia e sicurezza a patto di essere utilizzate con perizia, è pur vero che questo vale sempre ma ci sono prodotti più “facili” da usare. In alternativa i biocidi abbattenti riducono i rischi di destini ambientali indesiderati anche a lungo termine e inoltre è necessario analizzare i coformulanti. Oggi la farmacopea a disposizione offre una vasta scelta che consente di trovare il biocida più idoneo alla bisogna.

Aspetti tecnici: le attrezzature

Mi limito ad esaminare la lotta alle zanzare adulte in quanto è quella che comporta i maggiori rischi ambientali. Una volta stabilito che tale tecnica applicativa sia necessaria per intensità di infestazione dovuta, ad esempio, a difficoltà di affrontare una lotta larvicida efficace e generalizzata, per una insufficiente collaborazione da parte della cittadinanza, per inadeguate coperture economiche, per il riscontro di rischi sanitari (virosi in primis) a cui aggiungere un mix di specie di zanzare tali da rendere realisticamente impossibile una prevenzione efficace e quindi si renda  necessario affinare tecniche operative integrate.

Non è questa la sede per entrare in dettagli tecnici per cui mi limito a indicare alcune linee guida, esortando il lettore ad approfondire l’argomento mediante ricerche anche nell’ampia letteratura di carattere agricolo. In estrema sintesi i trattamenti insetticidi raggiungono un alto livello di efficacia con il minor impatto ambientale se si adottano:

  • Bassi volumi di erogazione
  • Getti mirati 
  • Diametro delle microgocce il più omogeneo possibile
  • Diametro delle micelle tale da consentire di contenerne la deriva
  • Dispositivi elettrostatici in grado di conferire alta capacità di adesione alla nebbia aero-diffusa

Inoltre, i tecnici devono o dovrebbero essere addestrati al corretto uso delle attrezzature distributive tenendo conto che più elevate sono le potenze in campo più aumentano i rischi a 360° in primis gli errori umani. Dato che una cosa vista è meglio che cento volte raccontata, di grande efficacia risulta il posizionare cartoncini idro-sensibili sulle alberature e a terra per far toccare con mano quanto accade durante il lavoro svolto, sia durante i corsi (con prove in bianco) sia una tantum durante il lavoro vero e proprio.

Marketing tecnico/divulgativo

Questo argomento è il nocciolo della questione: le risorse tecniche disponibili ci sono, le competenze professionali anche, tenendo conto che sono distribuite ancora in maniera disomogenea; i problemi igienico-sanitari vanno aumentando ma resta da creare una coscienza di mercato che spesso privilegia il prezzo più basso che, a volte, coincide con affermazioni al limite del millantato credito. Tutte cose note, sottolineate meritoriamente dalle associazioni di categoria. Forse è il momento di perfezionare il messaggio arricchendolo di contenuti concreti che vadano oltre le istanze di principio o forse trovare qualcosa d’altro, ma sinceramente non riesco a metterlo a fuoco.

La morale

Si può fare della disinfestazione eco-compatibile “misurando” il problema, fissando l’obiettivo (stato di necessità, cercando la o le soluzioni possibili, scegliendo la migliore in una logica di costo/beneficio/rischio e “misurando” i risultati. 

Perché tutto ciò possa diventare qualcosa di concreto bisogna trovare una sorta di “quadratura del cerchio” in modo da non rendere possibile le interferenze degli apprendisti stregoni. Per fare ciò, lo ribadisco, i monitoraggi e il controllo dei risultati sono indispensabili. 

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