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Un esempio di approccio per il controllo dei ceratopogonidi
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Un esempio di approccio per il controllo dei ceratopogonidi

di Marco Genicco

Il Parco Nazionale di Divjakë, che si trova nella provincia di Fier e dista meno di 2 ore da Tirana, è inserito nella costa albanese e abbraccia una grande parte del mar Adriatico. È una meta di vacanza estiva per molti appassionati di natura e di luoghi ancora incontaminati e di biodiversità. 

Parte integrante del Parco Nazionale è la laguna di Karavasta, la più grande dell’Albania che copre circa 5000 ettari ed è tra le più estese del Mediterraneo che, assieme a quella di Butrinti e di Patok, sono assolutamente da visitare.

La nostra presenza in questo fantastico Parco Naturale è dovuta alla presenza di ceratopogonidi, ovvero piccolissimi e fastidiosissimi insetti della famiglia dei ditteri (detti anche moscerini pungenti) in quanto disturbano i visitatori che, in alcuni periodi, sono diverse migliaia al giorno, ma anche le attività commerciali e turistiche presenti.

La laguna è divisa dal mare da una striscia di sabbia dove sono cresciuti migliaia di pini, le sue acque confluiscono al mare attraverso tre grandi canali, due naturali e uno artificiale creato per la pesca. Ma la caratteristica che ci rende ancor più difficile il controllo di questi insetti è causata dalle maree che permettono al flusso dell’acqua in questi canali di cambiare direzione ogni 6 ore, questo comporta che la laguna cambi spesso conformazione coprendo e scoprendo aree interne diverse volte durante il giorno.

Per questa ragione l’Istituto di Sanità Pubblica (IshP) ha allo studio una serie di progetti per poter realizzare un progetto completamente biologico per il controllo dei ceratopogonidi da abbinare al controllo delle zanzare che già è in essere dal 2014 in diverse aree della Repubblica di Albania.

All’interno dell’area della laguna, ricca di acque ferme e pulite, essi si sviluppano per poi divenire un serio problema a causa delle loro fastidiosissime e pericolose punture. Ma queste aree interne sono spesso difficilmente raggiungibili, se non con piccole imbarcazioni.

Progetto biologico

I monitoraggi effettuati dai biologi dell’Istituto di Sanità Pubblica mostrano la possibilità di progettare una campagna basata sul controllo mediante Bacillus Thüringensis israeliensis abbinato al Bacillo Sphaericus così largamente utilizzato in Italia e nel mondo e applicato con successo anche in Albania.

Lo studio di fattibilità è ancora in fase di valutazione, ma i primi passi sono stati mossi e test realizzati in piccole aree in modo da poter fare delle osservazioni molto precise. Questo progetto ci permetterà di poter godere a pieno di questo fantastico posto dove vive una moltitudine di animali in tranquillità.

Un vero paradiso dove si contano oltre 40.000 esemplari di uccelli di 200 e più specie diverse, per non parlare di cavallucci marini, decine di diversi tipi di rettili, anfibi e mammiferi e infine della vera attrazione del Parco e della laguna che è, il pellicano “riccio”, Pelecanus crispus, di cui sono presenti circa 50 coppie che rappresentano il 5% degli esemplari esistenti al mondo di tale specie che in Albania nidifica solo in questa splendida Laguna.

Breve nota sui Ceratopogonidae

a cura di Chiara Dassi 

Per un certo periodo ci fu un po’ confusione nella sistematica perché nell’Ordine dei ditteri non si differenziavano i Chironomi dai Ceratopoconidi per cui c’era chi sosteneva che alcuni chironomi pungessero, altri lo negavano.  In effetti gli anglosassoni distinguevano i “biting midgens” (moscerini pungenti) dai “no-biting midges” (moscerini non pungenti). I primi appartenevano ai Ceratopogonidae i secondi erano i Chironomidae. La differenzazione si basa sulla presenza nell’apparato boccale dei Ceratopoconidi di mandibole funzionali per cui le femmine adulte di molte specie sono ematofaghe e hanno la possibilità di trasmettere agenti patogeni sia agli esseri umani che agli animali. In quest’ultimi la malattia più nota è il morbo della lingua blu (Blue Tongue) che colpisce i ruminanti sia domestici che selvatici il cui agente eziologico è Bluetongue virus, BTV (virus del genere Orbivirus) veicolata dal Culicoides imicola. Fra le specie che arrecano maggior disturbo nelle località balneari cito il Leptoconops irritans, il L. bezzii e L. kertezzi.

Morfologia

Gli adulti sono piccoli moscerini in genere di dimensioni inferiori dei Chironomidi; la lunghezza del corpo varia da 1-5 mm, presentano una colorazione nerastra, grigiastra o bruna.

Le larve prive di pseudo zampe sottili e cilindriche spesso di colore rossastro e, in alcuni casi, sono state ritrovate nella sabbia a profondità notevoli (fino a 50 cm), il che complica non poco la lotta larvicida.

Curiosità

I Ceratopogonidi ematofagi del genere Culicoides sono particolarmente aggressivi arrivando, ad esempio, a cercare di penetrare fra i capelli o sotto i vestiti. Ritengo che il massimo lo raggiunga Culicoides anophelis, che arriva ad aggredire le femmine di zanzare per sottrarre loro il sangue che hanno succhiato restando attaccata alla preda per alcuni giorni.

Fra i ceratopoconidi utili vanno menzionati quelli del genere Forcypomyia, per il loro importante ruolo nell’impollinazione del cacao. Altre specie sono invece saprofaghe.

Alle tante specie esistenti devono essere aggiunte quelle estinte i cui resti fossili risalgono al Cretacico (il periodo più lungo dell’era mesozoica inizia 145 mio di anni fa e durò per 80 mio) che prende il nome da un calcare bianco e friabile costituito in gran parte dai resti di microrganismi marini, assai diffuso in Inghilterra (le bianche scogliere di Dover).  (NEWMAN, 1834)

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