Igiene e Ambiente

Un futuro profumato nel mondo del pest control

Il ‘movimento’ del pest control si sta aprendo con sempre maggior decisione alle novità tecnologiche, capendo che nell’innovazione di prodotto è nascosta la chiave del successo per potersi differenziare anche negli anni futuri

Luca Ilorini

L’universo del pest control rappresenta quanto di più lontano si possa apprezzare al momento dal mondo colorato e artistico dei profumi, ma in un settore in continua evoluzione come quello della disinfestazione che fa dell’innovazione un valore aggiunto e la chiave per assicurarsi un futuro roseo, la distanza tra i due mondi sopracitati si appiattisce decisamente e il profumo potrà diventare un valido alleato per il pest control. Una tendenza che si sta affermando con sempre più decisione grazie alla presenza di istituti di ricerca che hanno deciso di investire con decisione nel segmento per trovare nuove soluzioni che possano essere più green e in direzione sostenibile per il futuro del nostro pianeta.

Profumi per nuovi pesticidi

Probabilmente molte persone sarebbero in grado di riconoscere il metil benzoato annusandolo: gli aromi fruttati e floreali invernali del composto naturale lo rendono un ingrediente popolare per la realizzazione di profumi utilizzati per la produzione di saponi e shampoo; e bocche di leone e le petunie emettono metil benzoato per attirare le api per l’impollinazione e gli insetti stessi lo producono anche come attrattivo. Il chimico Aijun Zhang, con il laboratorio di biocontrollo e comportamento degli insetti invasivi del servizio di ricerca agricola a Beltsville, Md negli Stati Uniti ha trovato un nuovo possibile utilizzo per il metil benzoato: un controllo ecologico per i parassiti, tra cui la mosca della drosofila ad ala maculata (SWD), una specie invasiva dall’Asia. Trovato per la prima volta in California nel 2008, l’SWD si è rapidamente diffuso negli Stati Uniti e può causare danni significativi alle colture da frutto, in particolare le bacche: attualmente ci sono poche scelte per il controllo di questo parassita e il controllo della ricerca in oggetto crea la possibilità di un nuovo pesticida a base biologica basato su una sostanza chimica poco costosa il cui residuo dura un tempo relativamente breve nell’ambiente. Zhang ha quindi testato il metil benzoato contro altri parassiti agricoli, tra cui la cimice marmorizzata marrone (BMSB), la falena diamondback e il hornworm del tabacco, scoprendo che può uccidere tutti gli stadi di questi insetti – uovo, ninfa e adulto – sebbene funzioni meglio contro insetti più piccoli rispetto a quelli più grandi. Dai primi test condotti il metil benzoato risulta da 5 a 20 volte più tossico per le uova di BMSB, tarme diamondback e hornworm del tabacco rispetto a un insetticida piretroide convenzionale, una miscela di zolfo e piretrina, e alcuni prodotti biologici sul mercato. Inoltre è in fase di studio se l’utilizzo del benzoato metile a basse dosi possa contribuire a controllare gli acari Varroa, il problema numero uno delle api mellifere oggi. Oltre che come materia prima di sintesi, il benzoato metile è un componente naturale di oli essenziali come ylang ylang e gelsomino da cui può essere estratto con procedure di separazione del singolo componente, seppure in piccole tracce in quest’ultimo.

Fragranze per disinfestare: tra efficacia reale e vanità

Le profumazioni, da sole, difficilmente potrebbero svolgere un’azione efficace di pest control se utilizzate come unico elemento per la disinfestazione ma è necessario utilizzare un metodo tradizionale, soprattutto in caso di post-infestazione dove i repellenti solo ‘profumati’ non risultano assolutamente efficaci. Indubbiamente esistono alcuni ‘odori’ che possono essere utilizzati al fine di prevenire e scoraggiare l’infestazione, magari proprio in accordo con una soluzione più di largo utilizzo e basata sui metodi classici. Mentre la lavanda, da fonti di letteratura, risulta particolarmente indigesta per le pulci, al contrario esistono i sentori di cannella, agrumi e gli aromi di melaleuca per scoraggiare i ragni e l’abbinamento fra chiodi di garofano e curcuma risulta utile per prevenire l’invasione delle formiche: come vediamo le combinazioni e le preferenze di odori a cui le singole famiglie di insetti risultano sensibili sono numerosi e variegati: situazione che si sposa ottimamente con la possibilità di creare profumazioni da diffondere nell’aria durante o prima della fase di disinfestazione vera e propria al fine di avere le diverse note olfattive insieme fra di loro ed ottenere un effetto, almeno per quanto concerne la fase profumante, su larga scala e attivo sulle diverse specie. Utilizzare profumazioni, soprattutto se naturali, può aiutare i players del settore pest control a vantare la presenza di un claim legato a soluzioni non invasiva e non tossica, aiutando almeno parzialmente a ‘combattere’ alcuni dei luoghi comuni solitamente abbinati al mondo della disinfestazione: le profumazioni rappresentano un’ottima soluzione che si pone all’interfaccia tra un’efficacia, non facilmente dimostrabile, e che deve essere supportata da soluzioni più classiche e la ‘vanità’ o l’edonismo che il mondo delle essenze porta con sé e che le porta in una posizione di futuro investimento in termini di ricerca per futuribili potenzialità nel mondo del pest control.

Il caso del Peppermint Oil

L’attività insetticida dell’olio essenziale di Mentha piperita è estremamente nota contro numerosi insetti, in particolar modo le zanzare come vettori di malattie, ed è attribuibile alla presenza di mentolo, che è il principale composto aromatico dell’olio: i composti minori cioè mentone, β-cariofillene, acetato di mentile, isomentone, acetato mentile limonene, α-pinene e pulegone, hanno mostrato un’attività minore o nulla contro le stesse specie di insetti e un’analoga indagine è stata condotta sui derivati ​​del mentolo post sintesi e il loro effetto di abbattimento e mortalità è stato valutato con attenzione. La sintesi dei derivati ​​seguita da studi sulla relazione struttura-attività ha identificato diversi derivati, ad esempio mentil cloroacetato, mentil dicloroacetato, mentil cinnamato, mentone gliceril acetale, timolo, α – terpineolo e mugetanolo, con una maggiore attività insetticida rispetto al composto genitore L – mentone. In conclusione nei derivati ​​estere dell’L-mentolo l’attività ottimale dipende dalle dimensioni e dalla forma del gruppo estere e dalla presenza di atomi di cloro nel gruppo estere, inoltre nei derivati ​​strutturalmente correlati dell’L-mentolo l’attività ottimale dipende dall’aromaticità, dal grado di insaturazione, dalla posizione del gruppo idrossi e dal tipo di gruppo funzionale. Nel mercato del pest control professionale esistono numerosi players a livello mondiale, soprattutto americano ed australiano, che hanno lavorato creando soluzioni per la disinfezione con menta piperita, vantando l’utilizzo di prodotti ‘safe’ con un claim di naturalità abbinato alla presenza di un olio essenziale 100 % naturale in grado di garantire una buona long lasting in termini di copertura nel tempo, parametro molto apprezzato da parte dei clienti finali e decisivo in molte dinamiche di assegnazione della disinfezione di grandi spazi pubblici, dal momento che rappresenta un valore aggiunto importante per coloro che vogliono avere un risultato finale di assoluta qualità.

Fragranze nei pesticidi: un fenomeno già presente nel mondo USA

Un modello a cui ispirarsi per un utilizzo safe delle profumazioni abbinate al mondo dei pesticidi e all’universo del pest control è quello americano, dal momento che gli Stati Uniti hanno già da tempo individuato un robusto modello che permette un utilizzo safe delle profumazioni in un prodotto finito come il pesticida. Sul sito dell’EPA, United States Environmental Protection Agency, è disponibile da tempo un tool, in continuo aggiornamento, che consente di procedere alla registrazione delle profumazioni che vogliono essere inserite all’interno del prodotto per l’azione di pest control in modo da garantire una totale tracciabilità della composizione chimica della profumazione in caso di controlli e, soprattutto, nel malaugurato scenario del verificarsi di un evento avverso. Questo documento fornisce una guida per il programma pilota di notifica delle fragranze (PFNP) dell’Office of Pesticide Programs (OPP) dell’EPA per i dichiaranti che cercano di aggiungere nuove o modificare fragranze esistenti in prodotti pesticidi nuovi o attualmente registrati. Inoltre, ora possono partecipare i dichiaranti che cercano di procedere alla registrazione di nuovi prodotti. Il progetto pilota è stato condotto per due anni con kick off di avvio nel settembre 2011: uno sforzo di miglioramento del processo per razionalizzare il flusso di progetto utilizzato per modificare le registrazioni quando gli ingredienti delle fragranze vengono aggiunti, rimossi o modificati. Questo documento di orientamento include i criteri di ammissibilità per la partecipazione, la presentazione, requisiti e istruzioni per la presentazione, inclusi anche i moduli di certificazione e la procedura di audit eventuale. I dichiaranti devono certificare che tutti i  componenti della nuova fragranza proposta sono inclusi nella Fragrance Ingredient List (FIL) e che la concentrazione della fragranza da aggiungere o cambiare non supera l’1,0% (in peso) della composizione totale del prodotto antiparassitario: in questo modo si comprende come, attraverso l’adozione di parametri stringenti, si minimizzi il rischio di variazioni impreviste a livello di finale utilizzo del prodotto finito e di conseguenza di possibili effetti indesiderati a livello di utilizzo dell’articolo finale durante la fase di pest control. Una tracciabilità ai massimi livelli ha consentito agli Stati Uniti di raggiungere negli ultimi anni standard qualitativi di livello elevato per quanto riguarda il mondo del pest control, altra caratteristica che ha reso il paese a stelle e strisce come nazione traino a cui guardare con spirito di emulazione per quanto concerne l’utilizzo di profumazioni legate al mondo della disinfestazione.

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