Igiene e Ambiente - Disinfestazione

Un trattamento di disinfestazione anti zecche

Dove si esamina la bonifica di un terreno incolto e i monitoraggi preliminari all’apertura di un cantiere

Graziano Dassi

Questo articolo prende spunto dalla richiesta di aiuto di una ragazza ventenne che lo chiede per potersi sottoporre a terapie costose necessarie per la malattia da lei contratta a causa del morso di una zecca e che da anni la tormenta. Il percorso espositivo toccherà alcuni punti che ritengo pertinenti (zecche) ma inizierà partendo dalla descrizione di alcuni interventi di disinfestazione effettuati in un’area dismessa prima che venisse insediato un cantiere edile per la realizzazione, fra l’altro, di un centro commerciale con annesso supermercato. I trattamenti molto pertinenti, ma spesso trascurati, nascono appunto dall’allarme zecche scaturito dalla notizia riportata in apertura.

Il problema

In una vasta area industriale, rimasta per anni in uno stato di totale abbandono, si è giunti alla determinazione di utilizzarla per un importante piano di riqualificazione. Strano a dirsi prima di far entrare le ruspe si è deciso di fare alcune ispezioni atte a rendere l’area agibile in modo più sicuro e soprattutto impedire che con l’inizio dei lavori eventuali colonie murine scappando colonizzassero le aree urbane limitrofe. 

Risultati dei primi sopralluoghi

Nessuna presenza di roditori, nessuna colonia felina né di cani randagi ma sulle tute monouso di alcuni operatori si sono riscontrati degli esemplari di zecche del genere Ixoides. Per cui si arriva alla decisione di effettuare due interventi di disinfestazione a distanza di una settimana l’uno dall’altro.

Primo intervento

Periodo: fine agosto – orario inizio lavoro 5:00 (fine lavori ore 9:00) – 2 operatori

PMC: Permetrina, tetrametrina e PBO all’1% – dosaggio unitario ≈ 50 ml/mq  di soluzione – da cui ogni litro di PMC consentiva di preparare 100 l di soluzione per cui per ogni litro di PMC si doveva trattare circa 2000 mq.

PMC utilizzato: 9 litri – Superficie trattata stimata: 18.000 mq.

Attrezzatura utilizzata: atomizzatore da 16 CV – serbatoio da 300 l – portata: 5-6 l/min, pressione di erogazione non indicata si ipotizza 3-5 atm – medio micro gocce 50-60 µm.

Tempo di esecuzione lavoro operativo: 3 h – tempi complementari   circa 1 h.                                                                                                                 Ixodes ricinus

Descrizione generale: all’operatore era stato raccomandato di “bagnare bene” la vegetazione, il muro di recinzione e i muri esterni degli edifici semi-diroccati.

Secondo intervento diviso in due tipi di trattamenti

Periodo: primi di settembre – orario inizio lavoro 18:00 (fine lavori ore 23:00) 

Intervento “indoor” (dalle 18:00 alle 20:00 – 2 operatori)

PMC: deltametrina al 2% dosaggio unitario 65-70 ml/mq.

PMC: utilizzati 4 l per una superficie trattata di ≈ 3000 mq (± 5%)

Attrezzatura utilizzata: pompa irroratrice a batteria con ugello regolabile a cono vuoto – serbatoio caricato a 12 l – tempo di svuotamento serbatoio circa 10 min.  

Descrizione generale: all’operatore era stato raccomandato di “bagnare bene” soprattutto le screpolature dei muri fino a una altezza di 1-1,5 m.

Intervento “outdoor” (dalle 20:00 alle 23:00 – 2 operatori)

PMC: cipermetrina e PBO – all’1% – dosaggio unitario: 65-70 ml/mq di soluzione.

PMC utilizzato: 5 litri – superficie trattata stimata: 7500 mq.

Attrezzatura utilizzata: motopompa da 16 CV con lancia mitra – serbatoio da 300 l – portata: 4-5  l/min, pressione di erogazione non indicata si ipotizza 4-5 atm – medio micro gocce non indicato.

Descrizione generale: all’operatore era stato raccomandato di “bagnare bene” soprattutto il muro di recinzione e i muri esterni degli edifici semi diroccati.

NB: i dati sono stati valutati in un secondo tempo in relazione alle informazioni date dal geometra addetto alla supervisione del cantiere e al capo squadra addetto all’esecuzione lavori di disinfestazione (che ha utilizzato mezzi e PMC differenti per sicurezza in quanto non aveva una specifica esperienza e agiva su indicazioni telefoniche interpretate con molto zelo).

Controlli dei risultati

Viene confermata l’assenza di vertebrati e non si è più rilevata alcuna presenza di Zecche.

Malattia di Lyme

Contrariamente a quanto era stato divulgato alcuni anni fa – in particolare in occasione di una maxi infestazione di zecche molli (Argas reflexus) nel sottotetto di una scuola di una città del Trentino – è stato escluso che le zecche dei piccioni siano vettori delle spirochete (Borrelia burgdorferi) che invece sono veicolate dalle zecche dure (Ixodes ricinus).

Richiami di Sistematica delle zecche

Le zecche dure sono riunite nei cinque generi Ixodes, Rhipicephalus, Hyalomma, Haemaphysalis, Dermacentor (in foto), mentre le zecche molli (così dette perché sprovviste di scudo dorsale) sono annoverate nei due generi Argas e Ornithodoros. (per saperne di più: https://www.epicentro.iss.it/zecche/).

Spunti di riflessione

Il buon senso vorrebbe che all’apertura di un cantiere, soprattutto se comporta dei movimenti di terra o bonifiche di incolti, fossero previsti una serie di interventi facenti capo a una sorta di protocollo igienico-sanitario. Cosa che è peraltro contemplata in alcuni regolamenti e circolari. A tal proposito ricordo i guai nati dallo spostamento di una discarica in una cittadina della Valtellina che causò un fuggi fuggi di ratti con notevoli disagi per la cittadinanza e per gli allevamenti di animali di bassa corte assai numerosi in quel contesto montanaro. Nei lavori riportati, invece, tutto è nato dalla notizia letta casualmente su Google dal geometra coordinatore del cantiere. Caso ha voluto che le zecche ci fossero davvero.

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