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Processionaria del pino: vecchio infestante, nuove tecniche?

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero notturno che attacca conifere, incluso il pino e il cedro, in varie regioni dalle Alpi alla Sicilia. Il problema principale è la peluria urticante che ricopre le larve, che causa reazioni epidermiche e allergiche a persone e animali che entrano in contatto diretto con loro o inalano i peli dispersi nell’ambiente. Il periodo critico per queste reazioni va da febbraio ad aprile quando le larve escono dai nidi invernali. La processionaria completa un ciclo di vita all’anno, gli adulti sfarfallano tra giugno e settembre, l’accoppiamento avviene tra luglio e agosto e successivamente vi è la deposizione delle uova. Le larve neonate si riscontrano dalla fine di luglio: vivono insieme e si nutrono degli aghi delle piante. In inverno, creano nidi setosi nelle chiome e da febbraio ad aprile si spostano a terra per impuparsi.

A seguito dei dati del monitoraggio si possono applicare vari tipi di lotta privilegiando nell’ordine: metodi fisici (lotta meccanica, collari), confusione sessuale, cattura massale, lotta chimica (endoterapia, irrorazione). La tecnica più innovativa è la confusione sessuale: utilizza feromoni sessuali femminili applicati con marcatori da paintball. Questo metodo attrae i maschi, riducendo gli accoppiamenti e la formazione di nuovi nidi. È vantaggioso per la sua facilità d’uso e costi sostenibili, adatto sia a contesti naturali che urbani.

bleuline.it

 

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