Igiene e Ambiente - Disinfestazione

Caso reale di lotta alle blatte

La struttura è una palazzina di due piani costituita da un locale seminterrato di poco meno di 200 m2 con accesso per mezzo di una rampa. Un ex garage con un locale caldaia e una scala interna per accedere al piano rialzato costituito da tre locali più servizi igienici. Il primo piano è una sorta di open space con servizi e il tetto è costituito da un terrazzo. Corre voce che sarebbe più economico abbattere il tutto e costruire ex novo, ma che possibili intoppi burocratici abbiano indotto alla ristrutturazione. Sono voci di corridoio che poco coinvolgono la ditta servizi incaricata delle pulizie edili, della disinfestazione e dello sgombero materiali che viene affiancata da elettricisti dipendenti della società incaricati di sostituire il vecchio impianto elettrico con uno a norma. Il primo incontro effettuato in remoto ha come ordine del giorno la stesura di un disciplinare tecnico, la relativa stima di costi, tempistica, garanzie ed eventuali penali da inserire nei contratti di affidamento. Le fasi principali richieste riguardanti la disinfestazione e disinfezione preliminari hanno come obiettivo garantire che i successivi interventi di sgombero e ristrutturazione avvengano in condizioni ottimali. L’unica informazione fornita è che non vi erano tracce di roditori, ma era stata riscontrata una infestazione di blattelle germaniche, ragni, porcellini di terra e insetti vari. Le principali garanzie da fornire consistevano nel fatto che il materiale destinato alla discarica non fosse “abitato”, che gli ambienti post disinfestazioni non presentassero inquilini abusivi e, naturalmente, che gli addetti che successivamente avrebbero operato nei locali a vario titolo lo potessero fare in assoluta sicurezza. Nello stilare la relazione mi ronzava nella mente il trinomio che dovrebbe sempre, a parer mio, guidare la nostra professionalità:

– la tecnica deve suggerire le soluzioni;

– l’economia indirizzare le scelte (NB: economia non significa il prezzo più basso);

– la politica (intesa come gestione a tutto tondo) stabilire le priorità e la pianificazione.

Soluzioni tecniche riguardanti la disinfestazione 

I tempi stretti e la necessità di garantire il risultato senza il rischio di residui attivi ha indirizzato la scelta degli insetticidi verso formulati ad azione abbattente, privi di effetti residuali e con un’ottima azione stanante. Per le attrezzature di erogazione la scelta si è rivolta verso delle irroratrici a batteria dotate di lancia con ugello di erogazione a ventaglio regolabile in modo da poter regolare la sospensione insetticida a diverse micronizzazioni e il vantaggio di poter utilizzare una sola attrezzatura.

La modalità di applicazione consisteva in un intervento centripeto ovvero dal perimetro esterno verso il centro, trattando il pavimento e le pareti con l’ugello regolato a metà corsa in modo da poter “bagnare bene” evitando il più possibile sgocciolamenti. Il materiale e le attrezzature dismesse furono micro-irrorate dando un giro ulteriore alla ghiera dell’ugello con l’obiettivo di avere il massimo della copertura possibile. Per le canaline dell’impianto elettrico invece l’ugello è stato aperto al massimo per avere il getto il più ristretto possibile e la massima distanza di erogazione consentita dall’attrezzatura. NB: non vi era passaggio di corrente elettrica. Per le operazioni di finissaggio si è chiuso l’ugello al massimo in modo di poter erogare una nebbia grossolana.

I consumi sono stati di poco meno di 90 L all’1% di concentrazione (superfici orizzontali + erogazione nell’aria ambiente + materiale da smaltire + alcuni punti da ripassare) pari a un litro di formulato commerciale. Gli ambienti sono rimasti chiusi per poco più di 75 ore. Il montante ore è stato di 6 ore per un tecnico e contemporaneamente 6 ore di un operatore generico.

Operazioni di disinfezione

Alla riapertura si è proceduto a una disinfezione utilizzando un nebulizzatore con un disinfettante regolarmente registrato. NB. Non ho ulteriori informazioni sui consumi e il montante ore.

Concludendo

Al termine delle operazioni descritte la Direzione ha preteso primo una dichiarazione formale che garantisse che le operazioni fossero state eseguite a regola d’arte e, secondo, che una circostanziata ispezione effettuata in contraddittorio fra il referente della ditta appaltatrice e il supervisore aziendale, dichiarasse l’avvenuta eradicazione dalle blattelle. Dopo di che si è proceduto allo sgombero del materiale e alle pulizie edili. Una nota positiva è stata che al termine di dette operazioni non sono state osservate blattelle girovaganti a dimostrazione che i trattamenti erano stati effettuati in modo professionalmente corretto e che i disciplinari avevano indicato linee guida efficaci. Per quanto mi è dato sapere nessun altro lavoro di ristrutturazione è in atto. Aggiungo che sono rimasto positivamente stupito delle richieste effettuate da un geometra (tale era la scolarità del coordinatore aziendale dei servizi) fossero così circostanziate e concrete.

Graziano Dassi

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