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Energia, da Legacoop Produzione e Servizi l’appello: “Strategia industriale per difendere competitività e territori”

Il caro energia torna a pesare sul sistema produttivo e dal Mezzogiorno arriva una richiesta chiara alle istituzioni: servono misure immediate, ma soprattutto una strategia industriale stabile per sicurezza energetica, investimenti e sviluppo territoriale. È quanto emerso a Palermo nel corso dell’Assemblea “Energia Sud”, promossa da Legacoop Produzione e Servizi con Legacoop Sicilia.

Al centro del confronto, il ruolo della transizione energetica come leva non solo ambientale, ma anche industriale e sociale. Secondo l’associazione, il Sud non può più essere considerato semplice destinatario di politiche, ma deve diventare protagonista di un nuovo modello di sviluppo, capace di generare occupazione qualificata, crescita industriale e coesione territoriale.

Tra le priorità indicate figurano interventi contro i rincari energetici, il rafforzamento delle politiche per rinnovabili e accumulo, il sostegno al lavoro nel Mezzogiorno, una revisione degli appalti pubblici orientata alla qualità dell’occupazione e il potenziamento delle infrastrutture strategiche.

“Il Mezzogiorno non può più essere considerato solo destinatario di politiche, ma deve diventare protagonista del nuovo modello di sviluppo del Paese. Le cooperative di lavoro possono contribuire a trasformare la transizione energetica in crescita industriale, occupazione qualificata e coesione sociale, a condizione che si superino interventi episodici e si costruiscano politiche strutturali capaci di valorizzare il ruolo dei territori”, ha affermato Loredana Durante, a nome del Coordinamento Mezzogiorno di Legacoop Produzione e Servizi.

Sullo sfondo, una convinzione: senza una visione di sistema che integri energia, lavoro e investimenti, la competitività delle imprese rischia di indebolirsi ulteriormente. Il Presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini ha sottolineato come il movimento cooperativo possa svolgere un ruolo attivo nel rafforzamento dell’autonomia energetica dei territori e nella diffusione di modelli di produzione partecipati, esprimendo però forte preoccupazione per gli impatti sulle imprese cooperative dovuti all’ennesimo shock energetico: “Non è più rinviabile da parte del Governo la definizione di una chiara strategia per la sicurezza energetica e per il sostegno agli investimenti nella transizione, mettendo in campo strumenti utili a tutelare la competitività delle imprese”.

Da Palermo, dunque, arriva un pacchetto di proposte che guarda oltre l’emergenza e punta a trasformare la transizione energetica in una politica industriale strutturale, con benefici concreti per imprese, comunità e territori.

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