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Forum Facility 2026: a Bologna il futuro del facility management tra nuove competenze e nuovi modelli di lavoro

AI, robotica e big data cambiano il lavoro e i servizi: nella seconda giornata del Forum il confronto tra imprese, sindacati e università, con la Lectio Magistralis di Mons. Vincenzo Paglia in chiusura

Come cambieranno il lavoro e le competenze con l’ingresso di intelligenza artificiale, robotica e big data? E quali nuovi modelli organizzativi serviranno alle imprese e alla filiera dei servizi? Sono le domande al centro della seconda giornata di Forum Facility 2026, conclusa l’8 ottobre, al Bologna Congress Center – EX-GAM di BolognaFiere.

La sessione «Nuove competenze e nuovi modelli collaborativi» ha riunito rappresentanti del mondo sindacale e imprenditoriale, università e operatori della filiera, con un punto di partenza condiviso: un settore sempre più tecnologico e orientato ai dati richiede competenze nuove e una collaborazione più stretta tra tutti gli attori.

Giorgio Graziani, Segretario Confederale CISL, ha affrontato l’impatto di AI, robotica e big data sul lavoro, interrogandosi sulla capacità dell’Italia di governare la trasformazione con un patto sociale che coinvolga tutti i soggetti. «La tecnologia non è neutrale poiché viene impiegata per sostituire le mansioni più ripetitive e usuranti. Il suo utilizzo va regolato applicando il principio che più il rischio è alto più è necessaria una regolamentazione a livello contrattuale, includendo la formazione come diritto e come percorso di vita del lavoratore».

Sul ruolo dei contratti di lavoro in un settore dei servizi sempre più tecnologico si è soffermato Matteo Nevi, Direttore Generale di Assosistema Confindustria: «Prima di capire se le macchine ci sostituiranno dobbiamo capire quanti siamo, dato che da qui ai prossimi 25 anni 7 milioni di persone usciranno dall’età lavorativa».

Per Silvano Simone Bettini, Presidente di Federmeccanica, la trasformazione impone alle imprese nuove regole e nuovi modelli organizzativi per mantenere la competitività: «La vera sfida per gli imprenditori di oggi è riuscire a interpretare i bisogni dei clienti e aggiungere valore ai nostri prodotti».

Dal mondo accademico, Mauro Magatti, Professore Ordinario di Sociologia del Lavoro all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha allargato lo sguardo alla trasformazione delle società, avvertendo che non si può più fare a meno dell’AI ma bisogna evitare «il rischio di una nuova proletarizzazione, cioè di una perdita di conoscenza e competenze», possibile solo investendo in formazione. Alessandro Rosina, Professore Ordinario di Demografia nello stesso ateneo, ha ricordato che il lavoro cambia anche con il ricambio generazionale e ha indicato quattro direttrici su cui investire: istruzione, ingaggio dei lavoratori, inclusione e intergenerazionalità.

Paglia: «L’innovazione non può perdere di vista la persona»

A chiudere la giornata è stata la Lectio Magistralis di Mons. Vincenzo Paglia, Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita e Presidente della Fondazione Età Grande ETS. Intelligenza artificiale e automazione offrono nuove possibilità in termini di efficienza, produttività e qualità dei servizi, ma aprono interrogativi sulle relazioni umane e sulla responsabilità collettiva. «Dobbiamo umanizzare la tecnologia e non tecnologizzare l’umano», ha affermato Paglia, sottolineando la necessità di un quadro giuridico internazionale a cui tutti i Paesi e le Big Tech debbano attenersi.

Con la seconda giornata si è concluso il programma di Forum Facility 2026, due giorni di confronto sulla trasformazione degli edifici e dei servizi: dalla progettazione alla gestione, dall’intelligenza artificiale alla robotica, fino a competenze e modelli collaborativi per il futuro del settore.

 

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