Il caso del tissue professionale
Negli ultimi anni l’industria cartaria, e in particolare il comparto del tissue destinato agli usi professionali, si trova ad affrontare una sfida che non è solo ambientale ma anche competitiva e reputazionale

Oggi le aziende sono spinte a ripensare i propri modelli produttivi. La pressione normativa, l’attenzione crescente dei consumatori e la necessità di rendere i processi più efficienti sono fattori chiave. Nel settore del tissue professionale – asciugamani, rotoli industriali, carta igienica per hotel, ristoranti, ospedali e uffici – queste sfide sono ancora più evidenti. Qui, la sostenibilità non è solo un valore aggiunto, ma un elemento che influisce direttamente sulla reputazione e sulla percezione dei clienti.
Come nasce la carta tissue
La carta tissue nasce principalmente da fibre di cellulosa. Possono essere vergini, provenienti da foreste sostenibili, o riciclate, recuperate dalla raccolta differenziata. Alcune aziende sperimentano anche fibre alternative, come quelle da residui agricoli, in linea con i principi dell’economia circolare.
Le fibre vengono sospese in acqua e miscelate con additivi chimici per migliorare resistenza, morbidezza e capacità assorbente. In questa fase, le normative europee su etichettatura e sicurezza chimica (CLP) richiedono una gestione attenta di ogni sostanza utilizzata.
Successivamente, il foglio di carta viene formato su un nastro e asciugato. Sistemi come il TAD (Through-Air Drying) o il tamburo Yankee conferiscono leggerezza e sofficità. Dopo l’asciugatura, il tissue può essere goffrato per aumentarne lo spessore e la capacità assorbente. Infine, il prodotto viene tagliato, arrotolato e confezionato, sempre più spesso con imballaggi compostabili o riciclabili.
Normative: sfida o opportunità?
Regolamenti come quelli sui POPs, sul CLP e la direttiva RoHS impongono limiti sull’uso di sostanze chimiche e componenti pericolosi. L’apparente complessità normativa può diventare un’opportunità: aziende lungimiranti possono progettare prodotti più sicuri e sostenibili, ridurre sostanze chimiche rischiose e comunicare trasparentemente i propri valori ambientali. Questo non è solo un obbligo, ma un vantaggio competitivo.
Innovazione concreta
La tecnologia permette oggi di ridurre l’impatto ambientale: sistemi produttivi a basso consumo energetico, riciclo delle acque di lavorazione, fibre alternative e nanofibre migliorano le prestazioni senza gravare sull’ambiente. Anche il packaging diventa strategico: materiali riciclabili o compostabili e soluzioni che ottimizzano trasporto e volumi riducono emissioni e sprechi.
Responsabilità sociale e dialogo con la filiera
Le aziende devono integrare la sostenibilità nella responsabilità sociale: tutelare i lavoratori, garantire trasparenza verso i clienti e proporre prodotti sicuri ed ecologici. Le certificazioni FSC, PEFC o Ecolabel UE non sono solo simboli da esporre, ma garanzie concrete di un percorso responsabile.
Gestire le normative significa dialogare con tutta la filiera, dai fornitori ai clienti finali, adattare i processi interni e formare il personale. È un percorso che richiede metodo e proattività.
Guardando al futuro
La sostenibilità nel tissue professionale non è una moda passeggera: è una strategia imprescindibile. Ridurre le emissioni di CO₂, aumentare l’efficienza energetica e promuovere la circolarità delle risorse sono passi concreti verso la neutralità climatica al 2050. Ogni rotolo di carta diventa così un simbolo di innovazione, rispetto delle regole e responsabilità ambientale.





