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CLP e REACH: il settore del cleaning si prepara alle nuove sfide normative

AFIDAMP porta a H3i Milano un momento di confronto su regolamentazione chimica, sicurezza e futuro della filiera

Il quadro normativo europeo che regola le sostanze chimiche sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Tra aggiornamenti del regolamento CLP, revisione del REACH e nuove restrizioni su sostanze considerate critiche, le imprese del cleaning professionale si trovano di fronte a un passaggio decisivo che richiederà attenzione, capacità di adattamento e una solida preparazione tecnica.

Proprio per accompagnare il settore in questo percorso, AFIDAMP ha organizzato durante l’evento H3i Milano una conferenza dedicata agli sviluppi normativi più rilevanti per l’industria chimica e per l’intera filiera della pulizia professionale. Un appuntamento che ha riunito aziende, consulenti e operatori per analizzare in modo concreto i cambiamenti in arrivo e le implicazioni operative per produttori, importatori e distributori.

Ad aprire i lavori sono stati Stefania Verrienti, Direttore di AFIDAMP, e Luca Pattarello, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Chimici dell’associazione, che hanno sottolineato il ruolo strategico del lavoro associativo nel supportare le imprese di fronte a uno scenario regolatorio sempre più articolato.

AFIDAMP, infatti, oltre a rappresentare le aziende della filiera, promuove studi, progetti e attività di aggiornamento su temi cruciali per lo sviluppo del comparto, come innovazione, sostenibilità e conformità normativa.

Il ruolo del Gruppo di Lavoro Chimici

Uno degli strumenti più concreti messi a disposizione delle aziende è il lavoro svolto dal Gruppo di Lavoro Chimici, che offre supporto regolatorio e attività di aggiornamento costante sulle normative europee che riguardano detergenti, prodotti chimici e cosmetici.

Tra i servizi sviluppati negli ultimi anni rientrano la consulenza regolatoria preliminare, la verifica documentale da remoto sui principali requisiti normativi e la diffusione di newsletter tecniche dedicate alle novità legislative.

Durante l’incontro è stata inoltre annunciata la creazione di due nuovi Focus Team, pensati per approfondire tematiche emergenti e supportare le aziende nell’interpretazione delle normative più complesse.

In questo contesto si inseriscono gli interventi tecnici di Silvia List, Regulatory Affairs Specialist SDS and CLP di Chemsafe, e Cristina Gusto, Dangerous Goods & REACH & CLP Consultant di Flashpoint, che hanno fornito un quadro dettagliato degli sviluppi del regolamento CLP e delle prospettive di revisione del REACH.

Il nuovo scenario del CLP

Secondo quanto illustrato da Silvia List, il biennio 2026-2027 rappresenta una fase cruciale per l’evoluzione del regolamento CLP, che disciplina classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche.

In questo periodo entreranno infatti in vigore diversi aggiornamenti normativi che avranno impatti concreti sulle aziende del settore. Tra questi figurano il 22° e il 23° Adeguamento al Progresso Tecnico (ATP), che introducono nuove classificazioni armonizzate per diverse sostanze e modifiche a quelle esistenti. Le nuove disposizioni entreranno in applicazione rispettivamente dal 1° maggio 2026 e dal 1° febbraio 2027.

Parallelamente, il regolamento delegato UE 2023/707 introduce nuove classi di pericolo non previste dal sistema globale armonizzato (GHS). Tra queste figurano categorie legate agli interferenti endocrini per la salute umana e per l’ambiente, oltre a classi dedicate alla persistenza, bioaccumulabilità e mobilità delle sostanze nell’ambiente.

Si tratta di un cambiamento importante perché amplia significativamente il perimetro della classificazione dei pericoli, con conseguenze dirette sulle valutazioni di rischio e sulle informazioni riportate nelle etichette e nelle schede di sicurezza.

Impatti operativi per le aziende

Le imprese dovranno prestare particolare attenzione alle schede dati di sicurezza (SDS) dei fornitori, che potranno riportare nuove indicazioni di pericolo e classificazioni aggiornate.

Tra le azioni consigliate figurano:

  • la verifica delle sostanze prodotte o importate

  • il controllo delle concentrazioni dei componenti classificati nelle miscele

  • l’aggiornamento delle etichettature e della documentazione tecnica

I limiti di concentrazione previsti per alcune nuove categorie di pericolo risultano infatti particolarmente stringenti e potrebbero portare alla riclassificazione di numerose miscele chimiche.

Un altro elemento chiave riguarda le tempistiche di applicazione: per le nuove miscele immesse sul mercato dopo il 1° maggio 2026 sarà obbligatoria la nuova classificazione, mentre per i prodotti già presenti sul mercato è previsto un periodo transitorio fino al 2028.

Il “Nuovo CLP” e le innovazioni nell’etichettatura

Accanto agli aggiornamenti tecnici, il regolamento UE 2024/2865, definito spesso come il “Nuovo CLP”, introduce strumenti innovativi destinati a cambiare in modo significativo il modo in cui le informazioni di sicurezza vengono comunicate agli utilizzatori.

Tra le principali novità figurano:

  • etichette pieghevoli, che consentono di inserire più informazioni mantenendo leggibile il fronte dell’etichetta

  • etichette digitali, utilizzabili come complemento a quelle fisiche

  • nuove regole per le stazioni di ricarica dei prodotti chimici

  • criteri più precisi per dimensioni, caratteri e leggibilità delle etichette

  • obblighi informativi per la vendita online di prodotti chimici

Le etichette digitali rappresentano una delle innovazioni più interessanti. Pur restando volontarie e complementari rispetto a quelle fisiche, potranno fornire informazioni aggiuntive in formato elettronico purché rispettino criteri di accessibilità, gratuità e consultabilità nel tempo.

Anche il tema della vendita a distanza assume un ruolo sempre più rilevante: le informazioni di etichetta dovranno essere chiaramente visibili prima dell’acquisto, obbligando le aziende a rivedere le modalità di presentazione dei prodotti sulle piattaforme online.

REACH verso la revisione

Il secondo grande tema affrontato durante la conferenza riguarda il regolamento REACH, il principale strumento europeo per la registrazione, valutazione e restrizione delle sostanze chimiche.

Secondo quanto illustrato da Cristina Gusto, la revisione del regolamento mira a semplificare e modernizzare il sistema dopo quasi vent’anni dalla sua introduzione, rafforzando al tempo stesso i meccanismi di controllo e applicazione.

Tra gli ambiti principali della revisione figurano:

  • registrazione delle sostanze

  • condivisione dei dati tra aziende

  • gestione dei polimeri

  • revisione degli allegati tecnici

  • digitalizzazione della comunicazione nella supply chain

  • nuove restrizioni su sostanze problematiche

Uno dei temi più discussi riguarda proprio i polimeri, per i quali si ipotizza l’introduzione di nuovi obblighi di notifica e registrazione.

Le aziende potrebbero essere chiamate a:

  • mappare i polimeri utilizzati nella propria supply chain

  • stimare i flussi di tonnellaggio

  • effettuare uno screening preliminare dei potenziali pericoli

Un processo che richiederà investimenti in analisi, raccolta dati e gestione documentale.

PFAS: verso restrizioni sempre più ampie

Particolare attenzione è stata dedicata alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), oggi al centro di una delle più ampie iniziative di restrizione della chimica europea.

Secondo le proposte attualmente in discussione, l’Unione europea sta passando da un approccio basato su singole sostanze a una strategia che considera interi gruppi chimici, con l’obiettivo di limitare produzione, uso e immissione sul mercato della maggior parte delle PFAS.

Un esempio concreto riguarda le schiume antincendio, per le quali è già previsto un percorso regolatorio preciso: dal 23 ottobre 2026 i prodotti che contengono PFAS oltre determinate soglie dovranno riportare specifiche avvertenze in etichetta, mentre dal 2030 ne sarà vietata l’immissione sul mercato oltre i limiti stabiliti.

Anche se le restrizioni non sono ancora definitive, il messaggio per le aziende è chiaro: è necessario monitorare attentamente la presenza di queste sostanze nei prodotti e valutare possibili alternative.

Microplastiche e detergenti

Un ulteriore tema rilevante per il settore del cleaning riguarda le microplastiche, oggetto di una restrizione introdotta dal regolamento REACH nel 2023.

Dal 17 ottobre 2023 non è più ammessa l’immissione sul mercato di microparticelle di polimeri sintetici, salvo alcune deroghe e periodi transitori per specifiche applicazioni.

Nel caso dei detergenti, queste particelle possono essere presenti in diverse forme:

  • come abrasivi o microsfere utilizzate per effetti meccanici

  • come agenti funzionali, ad esempio per il rilascio controllato di ingredienti

  • come residui di processo derivanti dalla produzione.

Le aziende devono quindi verificare attentamente la composizione delle formulazioni per assicurarsi che rientrino nelle deroghe previste o che rispettino i limiti stabiliti dalla normativa.

Digitalizzazione e tracciabilità nella supply chain

Un altro elemento centrale della revisione REACH è la digitalizzazione della comunicazione nella catena di fornitura.

L’obiettivo è rendere più efficiente lo scambio di informazioni sulle sostanze presenti nei prodotti, non solo per garantire la sicurezza chimica ma anche per supportare politiche di ecodesign ed economia circolare.

In questo contesto si inserisce lo sviluppo del Digital Product Passport (DPP), un sistema che consentirà di tracciare la presenza di sostanze potenzialmente problematiche lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.

Parallelamente, si sta lavorando alla digitalizzazione delle schede di dati di sicurezza, con l’obiettivo di creare formati elettronici armonizzati e più facilmente gestibili dalle aziende.

Prepararsi al cambiamento

Il messaggio emerso dalla conferenza è chiaro: il settore del cleaning professionale si trova di fronte a una trasformazione normativa che richiederà aggiornamento continuo, capacità di adattamento e collaborazione tra imprese, associazioni e consulenti.

Le nuove regole su classificazione, etichettatura, sostanze problematiche e digitalizzazione della supply chain cambieranno profondamente il modo in cui i prodotti chimici vengono progettati, documentati e commercializzati.

In questo contesto, iniziative di confronto come quella promossa da AFIDAMP rappresentano un momento fondamentale per condividere conoscenze, interpretare correttamente le norme e supportare le aziende nella transizione verso un quadro regolatorio sempre più complesso.

L’obiettivo finale non è soltanto la conformità normativa, ma anche la costruzione di un settore più sicuro, sostenibile e competitivo, capace di continuare a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy nel panorama internazionale del cleaning professionale.

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