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Nuove frontiere Ecolabel

Biodegradabilità, packaging e materie prime al centro della revisione europea

A Bruxelles, nel marzo 2025, si è riunito per due intense giornate il secondo gruppo di lavoro della Commissione Europea incaricato di aggiornare i criteri ambientali per i prodotti detergenti. L’obiettivo è definire un nuovo quadro normativo entro il secondo trimestre del 2026, quando scadranno gli attuali requisiti.

Si tratta di un passaggio decisivo che coinvolge istituzioni europee, produttori, associazioni di categoria e organismi di certificazione, in un confronto tecnico e politico che ridefinisce i confini della sostenibilità nella detergenza professionale.

Il quadro generale

Il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, coordinatore scientifico del processo, ha sottolineato che la revisione dei criteri Ecolabel si muove in un contesto normativo “altamente dinamico”, influenzato da:

  • La revisione del Regolamento Detergenti

  • Le nuove direttive su imballaggi, microplastiche e approvvigionamento sostenibile delle materie prime

L’obiettivo è duplice:

  1. Rafforzare la credibilità ambientale dell’Ecolabel

  2. Semplificarne l’applicazione per le aziende, evitando barriere che potrebbero ostacolare l’innovazione

Un cambiamento semantico importante riguarda il termine “industriale e istituzionale”, che viene sostituito da “professionale”, in linea con la nuova terminologia del Regolamento Detergenti e con l’evoluzione del mercato.

Biodegradabilità: l’asticella si alza

Il tema centrale è la biodegradabilità dei tensioattivi. I nuovi criteri prevedono che questi siano aerobicamente e anaerobicamente biodegradabili, riducendo l’impatto nei sistemi acquatici poveri di ossigeno come fanghi e impianti di trattamento delle acque reflue.

  • Alcuni schemi nordici (es. Nordic Swan) già adottano questo approccio

  • I test anaerobici sono complessi, costosi e poco diffusi

  • Circa il 30% dei tensioattivi attuali potrebbe non essere utilizzabile fino all’aggiornamento del Detergent Ingredient Database (DID list)

Il JRC prevede flessibilità e deroghe mirate, purché giustificate da benefici ambientali documentati o esigenze di prestazione.
Anche le pellicole idrosolubili nelle capsule monodose dovranno dimostrare biodegradabilità effettiva, secondo metodi ISO, OECD o equivalenti.

Tossicità acquatica e sostanze escluse

La revisione si concentra anche sulla tossicità per gli organismi acquatici (CDV – Critical Dilution Volume):

  • Proposta del JRC: riduzione del 30-50% dei limiti CDV rispetto ai valori del 2017

  • Considerazione delle variabili ambientali, come durezza dell’acqua, con soglie differenziate

Per le sostanze escluse o ristrette:

  • Esclusione progressiva di endocrine disruptors di categoria 1 e 2

  • Restrizioni più severe su preservanti e formaldehyde releasers

  • Chiarimenti su nanomateriali e microplastiche in linea con REACH e CLP

I detergenti Ecolabel dovranno inoltre dimostrare di non arrecare danni significativi agli ecosistemi lungo tutto il ciclo di vita, in coerenza con la tassonomia europea.

Materie prime e sourcing sostenibile

I criteri aggiornati richiederanno:

  • Filiera tracciabile per materie prime vegetali, in particolare olio di palma certificato RSPO o equivalente

  • Possibile estensione a cocco, soia e canna da zucchero

  • Percentuali minime di materie prime rinnovabili da rispettare al momento della certificazione (no obbligo di aumento annuale)

L’obiettivo è favorire la transizione verso chimiche bio-based e circolari, integrate in modelli di produzione carbon-neutral.

Packaging e sistemi di dosaggio

I nuovi criteri si allineano al Regolamento europeo Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (2024):

  • Definizioni uniformi per materiale riciclato, contenuto post-consumo e compositi

  • Obbligo di indicare chiaramente il livello di riciclabilità

  • Punteggi premianti per sistemi “closed loop” e detergenti concentrati, per ridurre sprechi e sovradosaggi

Prestazioni e “fitness for use”

Un prodotto ecologico deve essere efficace.

  • Aggiornati i protocolli di prova per tutte le principali categorie di detergenti

  • Verifica armonizzata delle prestazioni con test di laboratorio obbligatori per le principali affermazioni di efficacia

  • Introduzione di detersivi di riferimento e formule aggiornate secondo IEC e ISO

  • Prodotti microbici: validazione specifica per sicurezza e performance a lungo termine

Equilibrio fra ambizione e fattibilità

Il filo conduttore della revisione è l’equilibrio: criteri più rigorosi ma applicabili a un’industria in rapida evoluzione.

  • L’Ecolabel deve rimanere credibile e accessibile, guidando il mercato verso la neutralità climatica senza diventare un ostacolo burocratico

  • Prossime tappe: terza consultazione tecnica entro fine 2025, seguita dalla fase di comitologia nel 2026

  • Applicazione delle nuove regole fino al 2032, aprendo la strada a una detergenza circolare, trasparente e scientificamente fondata

Fonte: European Commission

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