Normative

Restrizione 78 REACH

Al via la regolamentazione di immissione sul mercato di microparticelle di polimeri sintetici. La nuova normativa introduce vincoli e adempimenti progressivi per i diversi attori della filiera del cleaning professionale, con impatti rilevanti su produttori, distributori, importatori e imprese di servizi

Il 17 ottobre sono scattati i primi obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2023/2055 (REACH – voce 78), che introduce nuove restrizioni sull’immissione sul mercato delle microplastiche con l’obiettivo di limitarne la dispersione nell’ambiente. Le norme prevedono divieti progressivi, nuovi adempimenti per produttori e utilizzatori a valle, obblighi informativi e limiti alla vendita.

In aggiunta, il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2067, pubblicato il 16 ottobre 2025, aggiorna il quadro delle tariffe e degli oneri dovuti all’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche), con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità finanziaria dell’Agenzia dopo la riduzione delle entrate seguita al termine delle registrazioni REACH del 2018.

Che cos’è il REACH

Il REACH è il regolamento europeo che tutela salute umana e ambiente dai rischi delle sostanze chimiche, incoraggiando allo stesso tempo la competitività dell’industria e l’adozione di metodi alternativi alle sperimentazioni animali.

Si applica praticamente a tutte le sostanze chimiche:

  • quelle usate nei processi industriali,

  • quelle presenti nei prodotti di uso quotidiano (vernici, detergenti),

  • quelle contenute in articoli come tessuti, mobili, dispositivi elettronici.

Il regolamento attribuisce alle aziende l’onere della prova: devono identificare e gestire i rischi delle sostanze che producono o immettono sul mercato UE, dimostrare all’ECHA che possono essere utilizzate in sicurezza e indicare agli utilizzatori le misure di gestione del rischio.
Se tali rischi non sono gestibili, le autorità possono limitarne o vietarne l’uso.

Entrato in vigore il 1° giugno 2007, il nome REACH indica i quattro pilastri del sistema: Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche.

Come funziona il REACH

Le aziende devono registrare presso l’ECHA le sostanze prodotte o importate, collaborando con altre imprese che trattano la stessa sostanza.
L’ECHA verifica la conformità delle registrazioni; gli Stati membri valutano le sostanze selezionate per approfondire eventuali rischi.
Le autorità possono:

  • vietare sostanze pericolose,

  • limitarne specifici usi,

  • richiederne l’impiego solo tramite autorizzazione.

Chi è coinvolto

Le norme REACH interessano numerose tipologie di aziende:

  • Fabbricanti: producono sostanze chimiche, per uso proprio o per la vendita.

  • Importatori: acquistano sostanze, miscele o articoli da Paesi extra-UE/SEE.

  • Utilizzatori a valle: imprese che impiegano sostanze chimiche nei propri processi industriali o professionali.

  • Aziende extra-UE: non sono direttamente soggette a REACH; gli obblighi ricadono sugli importatori UE o sui rappresentanti esclusivi.

Microplastiche: i nuovi obblighi

Per le microparticelle polimeriche fornite come sostanze o componenti di miscele destinate all’uso in siti industriali, i fornitori devono garantire:

  • istruzioni chiare per l’uso e lo smaltimento, per ridurre il rilascio nell’ambiente;

  • la dichiarazione obbligatoria:
    “Le microparticelle di polimeri sintetici fornite sono soggette alle condizioni di cui all’allegato XVII, voce 78, del Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio”;

  • indicazione di quantità/concentrazione di microplastiche e dell’identità del polimero.

I produttori devono inoltre comunicare agli utilizzatori professionali come prevenire il rilascio di microplastiche. Dal 2026 inizierà anche la trasmissione dei dati all’ECHA, come parte della roadmap europea.

Tariffe ECHA: arriva la tariffa di ricorso ridotta

Una delle novità più rilevanti riguarda le procedure di ricorso.
Finora le aziende dovevano pagare tariffe elevate per contestare decisioni dell’ECHA — un ostacolo soprattutto per le PMI.

Con il nuovo regolamento viene introdotta una tariffa di ricorso ridotta, che rende più accessibile la possibilità di opporsi a un rigetto, a richieste di informazioni o ad altri provvedimenti.

L’obiettivo: garantire a tutte le imprese un accesso più equo alle procedure regolatorie.

Aggiornamento delle regole per lo status di PMI

Il regolamento rivede anche le modalità di riconoscimento dello status di PMI, necessario per ottenere riduzioni tariffarie.
Sono stati aggiornati criteri e controlli, per evitare errori o dichiarazioni scorrette che in passato avevano generato contenziosi.

Le PMI che rispettano i requisiti potranno così beneficiare di agevolazioni più trasparenti e uniformi in tutti gli Stati membri.

Per le aziende questo significa:

  • rivedere la propria strategia di compliance economica,

  • valutare l’impatto dei nuovi oneri,

  • sfruttare le opportunità di risparmio per registrazioni, ricorsi e altri procedimenti ECHA.

Entrata in vigore

Il regolamento entra in vigore il 5 novembre 2025.
Le novità riguardanti la tariffa di ricorso ridotta e il riconoscimento dello status di PMI saranno applicate a partire dal 5 febbraio 2027.

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