La cultura del pulitoArea Tecnica

Linea Guida “La cultura del pulito”: SECONDO VOLUME, SETTIMO CAPITOLO

Uno strumento di lavoro dedicato alle diverse figure professionali che compongono il mondo del cleaning realizzato da Mauro Martini, uno dei maggiori esperti del settore

 

 

 

2.7.1  L’analisi dei tempi

Il nostro tempo va programmato. Dalla qualità della sua programmazione dipende il raggiungimento degli obiettivi professionali e privati. Programmare significa spianare la strada all’attuazione dei progetti, arrivare al traguardo.

Prendere carta e penna e programmare il tempo vuol dire un minor carico di lavoro per la memoria.

Un programma nero su bianco ha l’effetto psicologico di un’automotivazione, stimola a lavorare con metodo. Per gestire in forma ottimale il tempo che ci viene assegnato occorre governarlo e tenerlo costantemente sotto controllo. Il tempo non è mai abbondante né si può comprare né si può mettere da parte, il tempo passa ed è impossibile fermarlo, dobbiamo quindi investire bene il capitale tempo quale principale risorsa del profilo tecnico ed economico di ogni attività. Per ottimizzare il tempo a disposizione occorre programmare l’azione e mantenere costantemente presenti gli obiettivi che si intendono raggiungere. Infatti solo chi ha fissato gli obiettivi riesce a non perdere il filo degli avvenimenti e avere una visione chiara della propria giornata e trova le energie per farlo ogni momento della giornata, tutto si incanala verso l’obiettivo, si porta a termine un impegno dopo l’altro ammortizzando più facilmente l’impatto dei contrattempi, degli ostacoli, degli imprevisti.

Le occasioni di distrarsi diminuiscono, aumenta la concentrazione, il treno non esce dai binari dei compiti da svolgere. Se si riesce a tenere sotto controllo tutta l’attività della giornata, un lavoro non eseguito non può sfuggire.

Linee degli interventi che devono essere compiute in tempi rapidi e con metodo soddisfacente che consentono innanzitutto di calcolare il costo delle operazioni e le ore necessarie e inoltre, in base alla disponibilità orarie dei locali, stabilire il numero degli operatori necessari.

Un’errata valutazione dei tempi oltre ad una perdita economica impedisce il rispetto della qualità promessa quella attesa e soprattutto quella percepita dagli inquilini e dagli ospiti. È in quest’ottica che il calcolo dei tempi deve basarsi su un riscontro tecnico e deve rappresentare per l’operatore un punto di riferimento costante.

La valutazione del tempo per il trattamento delle superfici si scompone in tre fasi:

  • TEMPO GESTUALE
  • TEMPO FASE DEGLI INTERVENTI (SPRUZZO – DETERGO – ASCIUGO)
  • TEMPI PREPARAZIONE E MANUTENZIONE SET OPERATIVO SPOSTAMENTI SOSTE FISIOLOGICHE
PER LINEA D’INTERVENTO USO LUCE OMBRA
PARAMETRI PRODUTTIVITÀ

BASE

50 minuti

SVILUPPO LINEARE

40 minuti

SVILUPPO AZIONE ALTERNA

30 minuti

SVILUPPO AZIONE FRAMMENTATA

 

2.7.2  Posizione operatore

Come è noto la pulizia necessita di una forza motrice che sviluppa una certa pressione laddove sia necessario ed esegua dei movimenti atti a staccare lo sporco, a lucidare una superficie, ecc.

è importante che l’operatore abbia un contatto ravvicinato con la superficie per poter operare in una posizione stabile e sicura e per questa ragione è preferibile per le superfici elevate utilizzare un elevatore o un trabattello anzichè una scala e, se la superficie presenta alti rischi è consigliabile utilizzare una prolunga anziché esporre l’operatore a pericoli di caduta.

La posizione del corpo che assume un operatore nel corso delle operazioni di pulizia può essere:

  • Flessa
  • Eretta
  • Inarcata

Che in relazione alla posizione assunta si modificherà in questo modo:

Genuflessa Flessa Flessa Sopraelevata

Eretta Genuflessa Eretta Eretta Sopraelevata

Inarcata Genuflessa Inarcata Inarcata Sopraelevata

La posizione flessa è sicuramente la più efficace perchè, portando il peso del corpo dalle spalle alle braccia, si ottiene una maggiore variazione di intensità della pressione dosando la forza in relazione alle esigenze e inoltre consente un’azione più prolungata. In relazione alla necessità di avvicinare l’operatore il più possibile alle superfici e operare in una posizione stabile possiamo affermare che la pulizia manuale di un pavimento, che richieda una gestualità per raschiare o smacchiare parti di superfici, deve essere effettuata in una posizione genuflessa, con le due ginocchia a terra protette da due ginocchiere (imbottite). Questa posizione consente una buona produttività e un’azione meno affaticante rispetto ad altre. Esistono tuttavia casi in cui l’operatore, anzichè avvicinarsi alla superficie, è preferibile che ne sia il più distante possibile. Ad esempio per pulire un cunicolo o una cisterna che comporta rischi di asfissia a causa di possibili formazioni di gas.

2.7.3  Gestualità operative

Lo studio dei movimenti del corpo ha permesso la costruzione di macchine, tra cui gli stessi robot, che costituiscono integralmente o parzialmente l’operatore. Nell’ambito delle pulizie industriali questi movimenti sono compiuti da un operatore, manualmente, o da una macchina a motore, a cui è stato innestato un attrezzo di avvicinamento e del materiale agente, che compie le stesse gestualità con più energia e continuità.

Le gestualità necessarie ad eseguire gli interventi di pulizia sono:

  • gestualità rotante (il braccio compie un movimento rotatorio)
  •  gestualità lineare (il braccio scorre in linea retta su una superficie con un percorso di andata)
  • gestualità a “cornice” (si delimita il perimetro della superficie e successivamente si pulisce l’interno del quadro)
  • gestualità intrigante (prevede l’immissione di un attrezzo in un interstizio o fessura)
  • gestualità tamponante (prevede un’azione circoscritta generalmente su macchie)
  • gestualità rimovente (prevede l’asportazione meccanica di residui essiccati quali vernice, gomma e altro)

Ognuna di queste gestualità compie un’azione efficace se è sviluppata correttamente e se agevola i movimenti del materiale agente. Esempio: la gestualità rotante è quella che consente una maggiore pressione sulla superficie e quindi dovrà essere utilizzata per agevolare l’azione del detergente chimico, per emulsionare lo sporco e portarlo in sospensione. Se eseguita manualmente questa gestualità risulta essere molto affaticante, perciò deve essere usata limitatamente a specifiche necessità. Le gestualità operative si estendono a ogni azione che si compie in un ambiente e da esse dipende in buona parte il risultato di quanto si sta eseguendo.

2.7.4  Curva d’efficienza

L’efficienza di ogni essere umano è soggetta ad oscillazioni nel corso delle 24 ore, oscillazioni che hanno un ritmo naturale e sono prevedibili. Questo fenomeno può essere visualizzato con un grafico (curva dei bioritmi). La nostra efficienza dunque oscilla; è un dato comune a tutti. L’importante è che ciascuno trovi il proprio ritmo quotidiano per portare a termine i compiti più impegnativi al mattino, quando la potenza è al massimo. Nel momento in cui la curva subisce un calo e si piega verso il basso non bisogna andare contro natura, il ritmo biologico va invece assecondato, utilizzandolo per svolgere i compiti meno importanti.

I massimo della potenza si ha in mattinata, in nessun’altra ora del giorno raggiunge livelli così alti.

Poi c’è la ben nota caduta di efficienza pomeridiana, che molti cercano di combattere con un caffè ristretto, che però peggiora la situazione.

Dopo una timida risalita in prima serata, la curva precipita inarrestabile fino a toccare il minimo assoluto qualche ora dopo la mezzanotte.

2.7.5  Operazioni complementari

MESSA A NUDO

Si intende lo sgombero dalla superficie degli oggetti di uso corrente.

Linea di intervento: SPOSTAMENTO

Si intende farà convergere gli arredi mobili o semoventi in un unico punto del locale.

Linea di intervento: SGOMBRO

Si intende trasportare mobili o arredi in un altro locale.

Linea di intervento: RIORDINARE

Si intende riporre materiali o arredi nella posizione più conforme e lineare.

Linea di applicazione: RICOMPORRE

Si intende rimettere gli oggetti nella posizione antecedente la pulizia.

Fase di preparazione: PREPARARE LA SOLUZIONE

Si intende ridurre il grado aggressivo del prodotto al punto di migliorarne l’utilizzo.

Fase di applicazione: ISOLARE

Si intende neutralizzare i rischi provenienti dall’azione su superfici incompatibili per effetto: schizzo, caduta, adiacenza.

Movimento interno previsto per operatori:

  • da ripostiglio a posto di lavoro
  • al deposito dei rifiuti
  • al rifornimento

La seconda attività denominata di supporto prevede tutte quelle operazioni preparatorie e conclusive antecedenti e successive all’azione specifica. Esse hanno inizio con l’orario di lavoro e prevedono:  

– la vestizione

– l’esame dell’ordine del giorno

– la preparazione del set operativo

– il trasferimento o gli spostamenti nell’area di lavoro

– la preparazione e la protezione delle superfici oggetto del trattamento

– il posizionamento dell’operatore

– il giro di controllo e lo sgombero dei rifiuti

– la pulizia e la manutenzione del set operativo

2.7.6  Produttività oraria

Per produttività oraria si intende il volume, l’estensione delle superfici, il numero degli oggetti che l’operatore riesce a pulire in un’ora. Per ottenere tale dato occorre stabilire il tempo di globale rispetto all’operazione diretta sulla superficie e calcolare il tempo necessario alle attività di supporto che comporta; a tale proposito è importante sottolineare le possibili differenze dei tempi relativi alle attività di supporto in proiezione delle tre linee di intervento previste nelle attività di pulizia: la linea d’uso, che prevede trattamenti frequenti più leggeri, implica delle fasi preparatorie complesse più rapide, sia nella fase di allestimento del set operativo sia nell’azione di trasferimento da un reparto all’altro; al contrario la linea luce, che tratta operazioni di inceratura e lavaggio più incisivo delle superfici, prevede che vengano attivate azioni di supporto più consistenti; infine, la linea ombra, che ha nella fase preparatoria un aspetto dominante e che si identifica con veri e propri trattamenti di fondo.

La personalizzazione del tempo avviene mediante l’analisi dell’indice di scorrevolezza dell’ambiente di lavoro, infatti devono essere analizzate le situazioni di disturbo, la presenza o l’assenza dei supporti operativi, la linearità dei percorsi, le situazioni della sicurezza e ogni condizione ambientale che può agevolare o intralciare l’azione di pulizia, la tipologia dell’intervento, lo stato d’uso delle superfici, le condizioni di lavoro e lo stato dello sporco – volatile, sedimentato, radicato – unitamente all’indice di scorrevolezza delle superfici – libera, parzialmente ingombra, ingombra – influenzano positivamente o negativamente la produttività oraria.

Per stabilire il tempo necessario per compiere un’operazione occorre definire l’unità di misura cui fare riferimento (metro, metro quadrato, a numero, ecc.).

La precisione dell’analisi dei tempi dipende anche dalla scelta dell’unità di misura che meglio interpreta l’attività rapportata alla forma della superficie su cui viene eseguita.

 

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