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Economia circolare per una plastica sostenibile

Migliorare la gestione delle vaschette alimentari in plastica a fine vita, tramite l’integrazione e la responsabilizzazione di tutti gli attori della filiera e soprattutto con il coinvolgimento diretto del consumatore. I risultati del progetto “Ricircola”

di Francesca De Vecchi, Tecnologa alimentare OTALL

Nell’ambito di un webinar organizzato dall’Università di Bologna lo scorso 6 maggio è stato presentato il progetto “Ricircola – Plastic Waste Free”, che ha riportato i risultati della prima sperimentazione di un modello di gestione delle vaschette alimentari in plastica lungo l’intera filiera, pensato per ridurre gli scarti e mantenere il valore del packaging in plastica.

Il progetto Ricircola ha scelto di puntare al recupero di vaschette attraverso l’implementazione di una filiera integrata secondo i principi di economia circolare. L’iniziativa ha coinvolto 6 aziende dell’Emilia-Romagna (Amadori, Apofruit, BPER, Cia-Conad, Hera, Ilip), ognuna con un ruolo fondamentale per la buona riuscita del progetto, dimostrando, attraverso numeri, benefici e potenziali barriere il possibile sviluppo su scala industriale di un modello di recupero di vaschette alimentari in plastica che costituiscono uno dei packaging maggiormente diffusi, con almeno il 50% di plastica riciclata da bottiglie (rPET), ma che risultano difficili da riciclare

I risultati della sperimentazione

L’economia circolare fornisce una risposta, perché mantiene il valore dei prodotti e dei materiali più a lungo. In questa logica il progetto Ricircola – Plastic Waste Free ha rivisto le attuali modalità di gestione del packaging plastico per alimenti, responsabilizzando tutti gli attori coinvolti nella filiera, incluso il consumatore. I risultati di questa prima sperimentazione su piccola scala sono stati incoraggianti: il modello consente di aumentare l’efficienza di recupero della plastica del +120%, grazie alle modalità di raccolta e separazione del rifiuto. Inoltre, proiettando su un anno i risultati ottenuti in soli 2 mesi di sperimentazione, si potrebbe arrivare ad un aumento del +126% della plastica riciclata, una riduzione del -57% del rifiuto inviato in discarica e la sostituzione del 36% di plastica vergine con plastica secondaria. 

Abbiamo però evidenziato dei limiti che sono prevalentemente logistici, spiega Bianchini. «Non in tutti i punti vendita, infatti, è possibile destinare spazio per il recupero delle vaschette. E anche la gestione della raccolta dei rifiuti è un punto che richiede particolare attenzione».  

Ora il progetto dovrebbe proseguire. Spiega ancora Bianchini: «Riteniamo che ci siano i presupposti per ragionare su scala industriale e per questo abbiamo presentato una proposta di progetto europeo per portare la sperimentazione a livello regionale: 30/40 supermercati di diverse tipologie per avere risultati che possono essere usate da tutti»

RICIRCOLA si avvale anche dell’utilizzo di un sistema innovativo della valutazione della sostenibilità. Si chiama VIVACE ed è stato messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna. Vivace permette la visualizzazione e quantificazione dei flussi di risorse in diversi scenari di business, rendendo immediatamente visibili opportunità nuove e/o inesplorate e fornendo i dati per il calcolo di KPI di interesse (ambientali, economici, sociali).

«Vivace non lavora sull’indicatore finale ma sui dati di base – dice Bianchini. Quindi da un lato organizza i dati, dall’altro permette di certificarli con qualsiasi standard specifico per ogni categoria e settore merceologico». Fornisce alle organizzazioni una struttura dati utile alla gestione e comunicazione. 

Soddisfatte anche le aziende che hanno partecipato al progetto. Per Amadori, azienda leader del comparto avicolo, che ha confezionato in vaschette 100%PET un petto di pollo Qualità10+ da 400g, il progetto potrebbe aprire nuovi scenari di sviluppo di una filiera a ciclo chiuso, secondo l’approccio «dalla culla alla culla», in cui la vita del prodotto packaging viene valorizzata all’infinito in ottica di economia circolare. Apofruit Cooperative ortofrutticola ha distribuito una bianca senza semi; nell’applicazione su scala industriale di un simile schema intravede una riduzione dei costi della materia prima delle confezioni; ma anche un importante strumento di comunicazione che valorizza maggiormente i brand del Gruppo. Nei box riportiamo le testimonianze delle altre due aziende della filiera, Cia Conad e Ilpa Group

Interessante in prospettiva anche la risposta dei consumatori: solo il 7% ha detto di aver preso parte all’iniziativa per il rimborso economico, il 67%per il prodotto stesso e il 26% per la volontà di aiutare l’ambiente. Ben l’86% degli intervistati ha dichiarato infine che avrebbe riconsegnato le vaschette anche per meno denaro o gratis.

Ricircola è un esempio di approccio che mette al centro la plastica e il suo corretto smaltimento e ricircolo. Un’analisi su cosa significhi essere “circolari”, quali siano ad oggi i limiti del sistema, e quali gli strumenti per affrontare un passaggio ad un modello sostenibile misurabile e realmente innovativo. È necessario un approccio diverso perché lo sviluppo economico conservi le risorse della terra e Ricircola può essere un esempio virtuoso al quale ispirarsi.

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