EUDR, la sostenibilità entra nella filiera del cleaning
Carta, derivati dell’olio di palma e materiali impiegati nelle attrezzature: il Regolamento europeo contro la deforestazione porta l’attenzione sull’origine delle materie prime e sulla trasparenza delle forniture

La sostenibilità di un prodotto per la pulizia professionale si misura anche attraverso la storia delle risorse che lo compongono. Ridurre gli imballaggi, contenere i consumi e utilizzare materiali riciclati restano obiettivi fondamentali, ma lo sguardo si allarga sempre più a monte della produzione: da dove proviene la cellulosa? Qual è l’origine delle materie prime vegetali utilizzate nella chimica? Come vengono ottenuti il legno e la gomma presenti nelle attrezzature?
È questa la prospettiva dell’EUDR, il Regolamento europeo sui prodotti a deforestazione zero, che interessa diverse filiere del cleaning professionale. Il coinvolgimento, però, non è uniforme: per capire quali prodotti rientrino nel campo di applicazione occorre considerarne la classificazione doganale, la composizione e le materie prime utilizzate.
Dalla carta alla chimica professionale
Il legame più diretto riguarda la carta e il tissue. Carta igienica, asciugamani e bobine industriali possono essere interessati dalle disposizioni quando rientrano nelle categorie previste e contengono fibra vergine derivata dal legno. La provenienza della cellulosa diventa quindi un elemento centrale, mentre la distinzione tra fibre vergini e materiali riciclati acquista ulteriore importanza.
Più articolato è il quadro della chimica. L’attenzione riguarda alcune sostanze derivate dalla palma da olio, utilizzate anche nella formulazione di prodotti professionali. La presenza di ingredienti di origine vegetale, tuttavia, non rende automaticamente un detergente soggetto all’EUDR. Per produttori e formulatori diventa essenziale conoscere le caratteristiche delle sostanze acquistate e rafforzare lo scambio di informazioni con i fornitori.
Anche attrezzature e componenti richiedono valutazioni specifiche. Materiali apparentemente simili possono avere un diverso inquadramento, mentre per gli imballaggi conta anche la funzione con cui vengono commercializzati: proteggere e trasportare un prodotto oppure essere venduti come articoli autonomi.
Conoscere le risorse per qualificare l’offerta
Per il settore, il cambiamento va oltre la verifica dei prodotti inclusi o esclusi. La tracciabilità delle materie prime diventa parte della qualità ambientale dell’offerta e richiede una conoscenza più approfondita del proprio portafoglio e della catena di fornitura.
Una filiera responsabile comincia infatti prima dello stabilimento produttivo, nei luoghi in cui le risorse hanno origine. Comprendere questo passaggio significa integrare la sostenibilità nelle scelte di approvvigionamento e nel dialogo tra produttori, distributori e clienti professionali.
Quali conseguenze per carta e tissue, derivati della palma, saponi professionali, attrezzature e packaging?
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