La nuova classifica internazionale di Newsweek premia diverse strutture italiane e richiama, tra i criteri considerati, qualità e assistenza centrata sul paziente. Un concetto di eccellenza che, nella quotidianità ospedaliera, coinvolge anche igiene, pulizia e controllo del rischio infettivo.
L’eccellenza di un ospedale non si misura soltanto attraverso le competenze cliniche e le tecnologie disponibili. Qualità dell’assistenza, sicurezza e attenzione al paziente sono elementi sempre più centrali nella valutazione complessiva delle strutture sanitarie. Ed è proprio in questa prospettiva che anche il cleaning professionale assume un ruolo importante.
Lo spunto arriva dalla nuova edizione della World’s Best Specialized Hospitals 2027, la classifica internazionale elaborata da Newsweek in collaborazione con Statista, che vede una presenza significativa degli ospedali italiani. Sono 42 le strutture del nostro Paese presenti nelle 13 specialità mediche considerate. Tra i risultati di maggiore rilievo, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma raggiunge il quarto posto mondiale in pediatria, l’Istituto Neurologico Besta di Milano l’ottavo in neurologia, mentre il Policlinico Gemelli di Roma è terzo al mondo per ostetricia e ginecologia.
Il ranking si basa principalmente sulle raccomandazioni di professionisti sanitari, affiancate da indicatori legati agli accreditamenti di qualità e dall’utilizzo dei PROMs (Patient-Reported Outcome Measures), strumenti che rilevano gli esiti di salute riferiti direttamente dai pazienti. Nel caso del ranking 2027, secondo quanto riportato da ANSA, le raccomandazioni raccolte tra i medici rappresentano l’83,5% del punteggio, gli accreditamenti il 10% e l’implementazione dei PROMs il 6,5%.
La qualità dell’assistenza parte anche dall’ambiente
Se la classifica non prende in esame direttamente il livello di pulizia delle strutture, il richiamo alla qualità offre comunque l’occasione per ricordare quanto igiene ambientale e cleaning professionale siano parte integrante dei programmi di sicurezza sanitaria.
Negli ospedali, infatti, la pulizia non rappresenta semplicemente un servizio accessorio o una questione di percezione estetica. L’Istituto Superiore di Sanità indica la pulizia ambientale come un intervento fondamentale per la prevenzione e il controllo delle infezioni, sottolineando il ruolo che la contaminazione dell’ambiente può avere nella trasmissione dei microrganismi, in particolare attraverso le superfici frequentemente toccate o a diretto contatto con il paziente.
Il tema è strettamente collegato alle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), che possono essere contratte durante l’assistenza sanitaria in ospedali, ambulatori, centri di dialisi, lungodegenze e altre strutture sociosanitarie. La loro prevenzione richiede un approccio multidisciplinare nel quale organizzazione, sorveglianza, igiene delle mani e corretta gestione degli ambienti devono operare in maniera coordinata.
Particolare attenzione deve essere riservata alle superfici ad alta frequenza di contatto – dalle maniglie agli interruttori, fino agli elementi vicini al letto del paziente – e agli ambienti frequentati da persone particolarmente vulnerabili. Frequenze, metodi e procedure di pulizia devono quindi essere definiti sulla base del rischio, inserendo il cleaning all’interno dei programmi complessivi di prevenzione e controllo delle infezioni.
Il cleaning come parte della qualità ospedaliera
In questo scenario cambia anche la prospettiva con cui guardare ai servizi di pulizia in sanità. Un ospedale di qualità è anche un ambiente nel quale i processi di igiene sono organizzati, controllati, documentati e affidati a personale adeguatamente formato.
Dalla corretta scelta e applicazione di detergenti e disinfettanti alla definizione delle frequenze, dalla formazione degli operatori al monitoraggio delle procedure, fino alla gestione differenziata delle aree secondo il livello di rischio: il cleaning professionale entra a pieno titolo nel sistema che contribuisce a costruire un ambiente assistenziale sicuro.
La presenza di numerose strutture italiane nelle classifiche internazionali rappresenta quindi anche uno spunto per allargare il concetto di eccellenza sanitaria. Accanto alla qualità clinica, alla ricerca e alle tecnologie, c’è infatti un lavoro quotidiano meno visibile ma essenziale: quello necessario a garantire ambienti puliti, procedure controllate e condizioni igieniche adeguate alla tutela dei pazienti, degli operatori e dei visitatori.






