Cleaning professionale, una filiera da 7 miliardi
Le indagini AFIDAMP-Cerved 2026 raccontano un settore solido e in trasformazione

Il cleaning professionale italiano continua a dimostrare capacità di adattamento e visione strategica. Pur mantenendo un valore complessivo stabile, stimato intorno ai 7 miliardi di euro, la filiera evolve nei modelli di business e nelle priorità di investimento, confermando una crescente attenzione alla qualità, ai servizi e all’innovazione.
È il quadro che emerge dalle due indagini annuali realizzate da Cerved per AFIDAMP, presentate nei giorni scorsi e basate su un campione di 450 aziende tra produttori e distributori. La fotografia del comparto restituisce un mercato che, dopo gli anni delle forti turbolenze economiche, sembra aver ritrovato equilibrio e guarda al futuro investendo soprattutto sul valore aggiunto.
Produttori: il Made in Italy resta il punto di forza
Il comparto produttivo vale tra 3,6 e 4,4 miliardi di euro e continua a poggiare su tre grandi pilastri: prodotti chimici, macchine e carta. Oltre il 90% delle aziende produce prevalentemente in Italia, confermando il peso del Made in Italy in un settore dove specializzazione e competenze rappresentano ancora un importante vantaggio competitivo.
Per circa un’impresa su due il 2025 si è chiuso con una crescita del fatturato. A fare la differenza sono soprattutto la capacità commerciale e il consolidamento delle relazioni con il mercato, mentre il rallentamento della domanda resta il principale elemento di criticità per chi ha registrato risultati meno brillanti.
Le aspettative per il 2026 rimangono positive e indicano una fiducia diffusa, sostenuta anche dal buon andamento di comparti come l’Ho.Re.Ca., che continua a rappresentare uno dei principali motori della domanda.
Il distributore diventa sempre più un partner
Uno dei messaggi più interessanti dell’indagine riguarda il ruolo della distribuzione. Per i produttori il distributore non è semplicemente un canale di vendita, ma un partner strategico: circa tre quarti del fatturato transitano infatti attraverso la rete distributiva.
Non sorprende quindi che il principale investimento previsto per il 2026 riguardi proprio il rafforzamento del supporto ai distributori, insieme allo sviluppo della forza vendita, del marketing digitale e delle attività fieristiche.
La competizione internazionale, soprattutto con i prodotti provenienti dai Paesi emergenti, non spinge le aziende italiane verso una guerra dei prezzi. Al contrario, la strategia scelta è quella di rafforzare qualità, innovazione e contenuto tecnologico dei prodotti. Una scelta confermata anche dall’elevato numero di brevetti depositati negli ultimi anni e dall’attenzione crescente verso la sostenibilità.
Distribuzione: crescono consulenza, formazione e noleggio
Anche la distribuzione conferma un percorso di evoluzione. Il mercato vale circa 3 miliardi di euro e vede crescere il peso dei servizi accanto alla tradizionale attività commerciale.
La consulenza tecnica è ormai parte integrante dell’offerta, così come la manutenzione delle macchine e la formazione degli operatori, che coinvolge oltre il 70% delle aziende. Si rafforza inoltre il noleggio, considerato uno dei segmenti con maggiori prospettive di sviluppo.
Il 2025 è stato positivo anche per i distributori: quasi una realtà su due ha registrato una crescita del fatturato, trainata in particolare dalle forniture alle imprese di pulizia e al comparto industriale.
Continua inoltre ad aumentare il peso dei prodotti green, che rappresentano oggi circa il 20% del fatturato medio, mentre le macchine autonome iniziano a conquistare uno spazio sempre più significativo.
Un altro dato significativo riguarda la fidelizzazione della clientela: cresce infatti la quota di clienti che acquistano con continuità e aumenta la disponibilità del mercato a riconoscere un maggiore valore economico ai prodotti premium, premiando qualità e performance piuttosto che il semplice prezzo.
Digitale e IA: una trasformazione già iniziata
L’innovazione passa sempre più anche dagli strumenti digitali. Quasi la metà dei produttori utilizza già applicazioni di Intelligenza Artificiale, prevalentemente nelle attività di marketing e comunicazione.
Tra i distributori l’adozione è ancora più contenuta, ma il trend è ormai avviato e interessa soprattutto le funzioni commerciali. Un segnale che conferma come la digitalizzazione stia entrando progressivamente anche nei processi della filiera del cleaning professionale.
Un settore che punta sul valore
Più che una semplice fotografia del mercato, le indagini AFIDAMP delineano la direzione verso cui si sta muovendo il cleaning professionale italiano. Produttori e distributori sembrano condividere una strategia comune: investire in competenze, innovazione, consulenza e sostenibilità per differenziarsi in un mercato sempre più competitivo.
La crescita, in altre parole, passa meno dalla leva del prezzo e sempre più dalla capacità di offrire soluzioni complete, prodotti affidabili e servizi ad alto valore aggiunto. È questa la sfida che accompagnerà la filiera nel 2026 e negli anni a venire.





