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Appalti e costo del lavoro il problema che nessuno vuole affrontare

Le nuove tabelle del costo del lavoro riaprono il dibattito sulla sostenibilità degli appalti nei multiservizi. Analisi e prospettive per il settore cleaning

Il tema del costo del lavoro torna al centro del dibattito nel comparto multiservizi e nelle imprese di pulizia professionale. A quasi un anno dal rinnovo del CCNL Multiservizi del giugno 2025, sono finalmente arrivate le nuove tabelle ministeriali del costo del lavoro, uno strumento indispensabile per garantire la sostenibilità economica degli appalti pubblici e privati.

L’aggiornamento era particolarmente atteso dalle aziende del settore, che negli ultimi mesi hanno dovuto sostenere gli aumenti salariali previsti dal contratto senza poterli trasferire tempestivamente nei contratti in essere o nelle nuove gare pubbliche. Una situazione che ha generato forti tensioni economiche in un comparto caratterizzato da margini ridotti e da un’elevata incidenza della manodopera sul costo complessivo del servizio.

Il ritardo nell’aggiornamento del costo del lavoro

Secondo Olmo Gazzarri, responsabile del settore Pulizie e Multiservizi di Legacoop Produzione e Servizi, nove mesi di attesa per l’aggiornamento delle tabelle ministeriali rappresentano un tempo eccessivo e difficilmente giustificabile. Le imprese hanno infatti già assorbito gli incrementi retributivi previsti dal rinnovo contrattuale, senza poter beneficiare di un adeguamento immediato delle basi d’asta e dei corrispettivi riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione.

Il problema evidenzia una criticità strutturale del sistema: l’assenza di un meccanismo rapido e automatico per aggiornare il costo del lavoro dopo ogni rinnovo contrattuale.

Appalti pubblici e revisione prezzi: un nodo ancora aperto

Per le imprese che operano negli appalti pubblici, il costo del lavoro rappresenta la voce principale di spesa. Quando le tabelle ministeriali non vengono aggiornate tempestivamente, le gare rischiano di essere pubblicate con valori non più coerenti con i costi reali sostenuti dalle aziende.

La conseguenza è un sistema che può penalizzare gli operatori più qualificati e favorire offerte economicamente aggressive ma meno sostenibili nel lungo periodo. Per questo motivo il settore chiede da tempo procedure di revisione prezzi più efficaci e continuative, capaci di adeguare i contratti alle variazioni dei costi del lavoro e degli altri fattori produttivi.

Costo del lavoro, qualità del servizio e concorrenza

L’aumento del costo del lavoro è una conseguenza naturale del rinnovo dei contratti collettivi e della necessità di garantire salari adeguati ai lavoratori. Tuttavia, affinché questi miglioramenti siano sostenibili, è necessario che il mercato e la committenza riconoscano correttamente tali costi.

Un aggiornamento puntuale delle tabelle ministeriali può inoltre contribuire a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale, favorendo condizioni di mercato più trasparenti e premiando le aziende che applicano correttamente i contratti nazionali di riferimento.

Le prospettive future per il costo del lavoro nel cleaning professionale

Il comparto multiservizi guarda ora alla necessità di riformare il rapporto tra rinnovi contrattuali e aggiornamento delle tabelle ministeriali. L’obiettivo è ridurre drasticamente i tempi di recepimento degli aumenti salariali, garantendo alle imprese maggiore certezza economica e una gestione più sostenibile degli appalti.

In un contesto segnato da inflazione, costi energetici variabili e incertezze geopolitiche, il tema del costo del lavoro continuerà a essere centrale per il futuro delle imprese di pulizia, dei servizi integrati e del facility management. Solo attraverso strumenti di revisione prezzi efficaci e aggiornamenti tempestivi sarà possibile garantire continuità dei servizi, qualità delle prestazioni e tutela dell’occupazione.

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