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Servizi di pulizia: caratteristiche e andamento del settore

L’anno appena concluso è stato molto difficile per questo comparto, fortemente penalizzato dalla serrata e dal ridimensionamento di molte attività

a cura di Simone Ciapparelli

Il settore qui analizzato utilizzando i dati di Cerved, forniti in esclusiva per Dimensione Pulito, comprende le imprese che svolgono attività di pulizia e disinfezione e che possono erogare, secondo la normativa vigente, anche servizi di disinfestazione, derattizzazione, sanificazione. Sono escluse dall’analisi attività collegate a pulizie di altra tipologia, come pulizie di tessuti e tendaggi, pulizie con vapore e sabbiature, pulizie di nuovi fabbricati. In base alle caratteristiche del servizio erogato e alle tecnologie utilizzate, il settore può essere segmentato in: servizi di pulizia (95,7% del mercato dei servizi di pulizia e disinfestazione per area di business) e servizi di disinfestazione, sanificazione e derattizzazione (4,3% del mercato). 

I servizi di pulizia possono essere a loro volta segmentati in funzione del mercato finale di riferimento: pulizia civile, che comprende le attività fornite negli ambiti della Pubblica Amministrazione, dei trasporti, del terziario, del settore turistico/ricettivo e della GDO, e rappresenta il 63,6% del fatturato totale del comparto; pulizia ospedaliera, che rappresenta il 24%; pulizia industriale (12,4%). 

L’offerta è costituita da circa 30.000 aziende, di cui circa 1.000 attive nell’attività di disinfestazione. La maggior parte delle imprese presenta un’offerta diversificata in altri ambiti di attività, come trasporto merci e manutenzione delle aree verdi. Il costo del lavoro, che incide per il 70% del fatturato, influenza fortemente la struttura dei costi. Nell’ambito dei servizi di pulizia, si confermano aziende leader Rekeep, Coopservice e Dussmann Service.

Il mercato italiano delle pulizie valeva nel 2019 6.840 milioni di euro confermando un andamento negli ultimi anni stagnante, evidenziando una variazione del -0,3%. La tendenza al ribasso dei prezzi e la razionalizzazione dei costi e delle prestazioni da parte della domanda sia pubblica che privata hanno impedito al fatturato di recuperare il segno positivo. 

Crisi Covid: il difficile 2020 del settore 

L’anno da poco concluso è stato molto complicato per il settore delle pulizie che si è trovato, come tutti gli altri comparti, a dover fare i conti con un’emergenza inaspettata, i cui sviluppi futuri non sono ancora prevedibili con certezza. Il 2020 è stato caratterizzato da un calo dell’attività settoriale del 5 – 7%. Il più penalizzato è stato il segmento civile, a causa del lockdown che ha comportato la chiusura di scuole, uffici, musei, cinema, teatri e attività ricettive, oltre alla sospensione degli eventi, la forte limitazione degli spostamenti e il crollo dei voli interni e verso l’estero. All’interno di questo segmento, una grande incognita è rappresentata dalle scuole, per via della sospensione delle attività e dell’adozione della

didattica a distanza. Sulla scuola pesa anche l’internalizzazione dei servizi di pulizia, affidati a personale assunto come collaboratore scolastico, secondo quanto contenuto nella Legge di Bilancio 2019; questo provvedimento comporta un ridimensionamento dell’attività, con importanti ripercussioni sull’intero segmento civile. Il segmento industriale ha visto un calo moderatamente contenuto; alcune aziende, come ad esempio quello appartenenti al farmaceutico e alla filiera alimentare, non hanno interrotto l’attività e sono anzi state favorite da una domanda dinamica e in crescita. Per quanto riguarda il segmento ospedaliero, è invece stato registrato un aumento delle attività, grazie alla crescita della domanda di sanificazione, che ha subito un’impennata nel 2020 ma che si prevede proseguirà anche quest’anno. Relativamente all’area della disinfestazione, il calo è stato contenuto; la diminuzione della domanda di una parte delle aziende penalizzate dal lockdown è stata compensata in parte dall’aumento dei servizi da parte del comparto alimentare. 

Per il 2021 si prevede un recupero del fatturato, ma su livelli inferiori rispetto al 2019. L’emergenza sanitaria ha portato ad una maggiore consapevolezza relativamente all’importanza di servizi come quelli di pulizia, e del loro ruolo centrale nel garantire la salute pubblica. Questo potrebbe rappresentare, anche nel medio termine, un’opportunità per il settore, determinando una maggiore attenzione alla qualità delle prestazioni e frenando la politica dei tagli, che colpisce soprattutto alcuni ambiti del pubblico. 

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