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Imparare senza rischiare: la realtà virtuale per la sicurezza sul lavoro

Simulare un’emergenza, riconoscere i pericoli e sperimentare le conseguenze di una scelta: la formazione immersiva apre nuove possibilità per rafforzare la cultura della prevenzione

Preparare i lavoratori ad affrontare una situazione di rischio significa aiutarli a riconoscere i pericoli e a prendere decisioni anche sotto pressione. Lezioni, video ed esercitazioni restano strumenti fondamentali, ma riprodurre la complessità e il coinvolgimento emotivo di un’emergenza reale è difficile. La realtà virtuale immersiva può contribuire a colmare questa distanza, offrendo la possibilità di esercitarsi senza esporsi ai pericoli dello scenario simulato.

Indossando un visore, il lavoratore entra in un ambiente tridimensionale che riproduce un cantiere, un impianto produttivo o un altro luogo di lavoro. Può osservare, scegliere, intervenire e commettere errori, sperimentandone le conseguenze all’interno della simulazione. Un lavoro in quota, un incendio o la movimentazione di carichi diventano così occasioni di apprendimento attivo, nelle quali le conoscenze teoriche vengono messe alla prova.

Dall’esperienza ai comportamenti

Il valore della tecnologia risiede soprattutto nel coinvolgimento dei partecipanti. Le simulazioni possono essere ripetute e adattate alle esigenze aziendali, permettendo di esercitare il riconoscimento dei rischi, verificare le procedure e migliorare la capacità di reagire. Negli ambienti immersivi collaborativi, inoltre, lavoratori, imprese e responsabili della sicurezza possono confrontarsi all’interno dello stesso modello digitale, analizzando sequenze operative e possibili interferenze.

La formazione diventa così un’esperienza partecipata: la sicurezza prende forma attraverso le scelte e i comportamenti, oltre che attraverso le informazioni ricevute.

Uno strumento da integrare nella formazione

La realtà virtuale affianca la formazione tradizionale e l’addestramento pratico. Per utilizzarla efficacemente servono scenari pertinenti, competenze specialistiche e un percorso coerente con le attività svolte dai lavoratori. Investimenti iniziali e capacità di integrare questi strumenti nell’organizzazione restano aspetti centrali da valutare.

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GIANLUCA GIAGNI

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