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Praticare sul campo la cultura del pulito

All’Istituto Comprensivo di Colognola ai Colli, in provincia di Verona, anche i bambini della primaria si sono trasformati in piccoli operatori delle pulizie, impegnati a collaborare per la prevenzione del Covid 19

Maurizio Pedrini

L’Istituto Comprensivo di Colognola ai Colli, cittadina alle porte di Verona Est,  è un Istituto comprensivo che all’interno di quello che si potrebbe definire un piccolo  “campus scolastico” raccoglie la Scuola dell’Infanzia “L’Aquilone”, la Scuola primaria “D. Broglio” e la secondaria di I grado “G. Fano”. Ad oggi frequentano questo Istituto 749 alunni; fanno parte dell’organico 4 assistenti amministrativi, 12 collaboratori scolastici e oltre 80 docenti. Abbiamo incontrato la dirigente scolastica, Lorenza Dalla Tezza, per farci raccontare come le scuole da lei dirette hanno vissuto ed affrontato l’emergenza socio-sanitaria scaturita dalla pandemia Covid.19.

Può riassumerci in breve le linee guida, i protocolli adottati e gli interventi messi in atto – d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Colognola ai Colli – per garantire la massima sicurezza agli alunni in questa fase?

L’estate 2020 è stata impegnativa: abbiamo lavorato con i referenti di plesso e in collaborazione con il responsabile SPP per predisporre dei protocolli di funzionamento adeguati alle diverse realtà di infanzia, primaria e secondaria di I grado, che sono stati pubblicati sul sito istituzionale; abbiamo misurato, spostato sedie e banchi. Alcune aule dedicate a materie specifiche, come quella di educazione artistica, hanno dovuto cedere il posto ad aule comuni. Sono stati richiesti degli interventi di edilizia leggera all’Amministrazione Comunale per ottenere ulteriori punti di accesso alla scuola e per suddividere gli spazi comuni delle pertinenze scolastiche. È stata implementata la rete internet e sono stati acquistati device per la didattica digitale integrata (DDI). Prima dell’inizio dell’anno scolastico, abbiamo organizzato degli incontri con i genitori per aggiornarli sulla situazione e per illustrare le misure di sicurezza attuate dalla scuola.  

Veniamo, in particolare, alla necessità di una pulizia e sanificazione particolarmente accurati: come vi siete organizzati?

Lo sforzo è stato di grande portata: ci siamo affidati ai consigli del nostro RSPP, che ci ha fornito tutta la documentazione e le indicazioni per l’impiego dei prodotti sanificanti e igienizzanti più adatti a questa imprevista e delicatissima situazione. Naturalmente, prima della scelta, ci siamo avvalsi anche della consulenza di alcune ditte specializzate, volendo maturare decisioni veramente oculate. L’altro fronte è stato quello dell’investimento in risorse umane, in quanto – grazie al finanziamento straordinario giunto dallo Stato, abbiamo potuto assumere quattro nuovi collaboratori scolastici, rivelatisi davvero preziosi per garantire pulizia, igiene, sicurezza e sorveglianza, soprattutto alla scuola dell’infanzia e alla primaria.  Ricordo che lo stanziamento di 43,5 milioni di euro è stato disposto con il decreto n. 18 del 17 marzo 2020, il cosiddetto decreto cura Italia, era finalizzato alla pulizia straordinaria degli ambienti scolastici, al fine di fronteggiare la diffusione del COVID-19. Noi abbiamo deciso di investire il denaro messo a nostra disposizione per potenziare il numero dei collaboratori scolastici, anziché quello di insegnanti e professori.

C’è stato qualche acquisto che è stato maggiormente utile?

Direi tutti, ma in particolare si è rivelato prezioso l’utilizzo di panni-spugna monouso impiegati alla scuola primaria dai bambini per la pulizia dei loro banchi, prima della pausa precedente la ricreazione e la merenda. Questa azione pedagogica, che gli insegnanti hanno svolto nei confronti degli alunni e delle loro famiglie, è stata davvero importante e ha visto la partecipazione convinta dei bimbi, che si sono entusiasmati a compiere quotidianamente l’intervento di igienizzazione loro richiesto. Direi che abbiamo fatto un’azione di educazione civica sul campo, che credo andrebbe proposta a tutte le scuole, visto che – dall’anno scolastico in corso – la materia è stata introdotta obbligatoriamente in tutte le scuole d’Italia  di ogni ordine e grado.

Come hanno vissuto i collaboratori scolastici questo impegno straordinario?

Con grande senso di responsabilità. Sono stati formati alle misure igieniche  volte alla prevenzione anti-Covid con un apposito corso e direi che non hanno lesinato alcuno sforzo pur di assolvere puntualmente ai nuovi, molteplici impegni loro attribuiti: dalla misurazione giornaliera della temperatura corporea degli alunni, alla  pulizia accurata e sanificazione  periodica delle superfici. In passato ho sentito spesso disquisire sulla necessità di appaltare a ditte esterne la pulizia delle scuole; questa esperienza ha rafforzato il mio convincimento che, se opportunamente formati, addestrati e qualificati, gli operatori scolastici possono garantire scuole pulite e igienicamente sicure. 

Cosa le ha insegnato, a livello personale questa esperienza così impegnativa e difficile?

Ad apprezzare ancor più l’importanza della pulizia a scuola. Credo che le rigorose procedure da noi messe in atto abbiano svolto un ruolo importante nella prevenzione del contagio. L’analisi dei protocolli, in stretto contatto con l’RSPP mi ha fatto riflettere sul significato di termini che prima consideravo come dei sinonimi, ma che non lo sono affatto, quali pulizia, disinfezione e sanificazione. Infatti queste azioni indicano procedimenti e operazioni distinte, realizzate con procedure differenziate per obiettivi diversi. Ho capito che in sostanza rientrano nella pulizia tutte le attività che riguardano la rimozione di polvere e sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati e aree di pertinenza, mentre con disinfezione  si parla di misure di distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni. La sanificazione, infine,  è un complesso di procedimenti e operazioni di pulizia e/o disinfezione che comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria, anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti. Credo che questa emergenza, in sostanza, abbia aiutato la sottoscritta e l’intero Istituto Comprensivo nelle sue varie componenti, a maturare un approccio diverso e più responsabile all’igiene e alla pulizia. Un atteggiamento che finora ha contribuito non poco a mantenere l’attività scolastica di  tutte le classi in presenza, e a relegarne nemmeno una alla quarantena e alla didattica a distanza.

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